Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova e componente della task force Covid-19 della Liguria, è stato ospite questa sera della trasmissione televisiva di Rete 4 “Fuori dal Coro” condotta da Mario Giordano. Il noto Infettivologo ha spiegato che rispetto al Coronavirus “si va in difficoltà per una ragione. Questo virus non ha un impatto tanto importante sulla letalità, anche se i numeri fanno sempre paura e sono sempre comunque tante le persone che muoiono, ma è importante per la morbilità. In medicina morbilità vuol dire numero di persone che si ammalano contemporaneamente, nello stesso momento. E’ chiaro che se io ho in una città di Milano migliaia di persone che si ammalano, il sistema sanitario rischia di andare in difficoltà. E allora noi cosa dobbiamo fare? Dobbiamo portare in ospedale quelli che non possono farne a meno, quelli che hanno bisogno quindi dell’ossigeno, quelli che hanno bisogno eventualmente di forme più invasive, ma dobbiamo essere bravi a tenere a casa quelli che possiamo tenere a casa. Come lo possiamo fare questo? Con un’alleanza con i medici di medicina generale, tra loro e gli ospedali, con dei protocolli che purtroppo ci siamo dovuti fare. Io credo che questa sarebbe stata una cosa da pensare quest’estate, di avere dei protocolli, dei percorsi per la medicina territoriale. Oggi noi abbiamo almeno un quinto dei ricoveri delle persone che arrivano in ospedale che probabilmente se fossero stati adeguatamente istruiti i medici e anche le persone stesse, probabilmente potrebbero stare a casa“.

In sostanza, Bassetti sta dicendo che non c’è paragone tra 900-950 morti giornalieri concentrati in 3-4 Regioni del Nord, come succedeva a marzo-aprile, e 400-500 morti giornalieri distribuiti in tutt’Italia come sta accadendo oggi, con età media di 82 anni e almeno 3 altre gravi patologie. Potrebbe trattarsi, almeno per buona parte, di anziani che purtroppo sarebbero deceduti lo stesso per altre complicazioni di altre patologie.
