Più di molte altre mete il Trentino offre la possibilità di coniugare una vacanza all’insegna del relax e della remise en forme con attività a cielo aperto per respirare la sua pura aria della montagna.
Caderzone Terme è inserito in un contesto alpino ricco di contrasti che oltre a garantire il recupero della serenità a contatto della natura, sfrutta le caratteristiche proprietà curative delle acque della Fonte di Sant’Antonio per rinvigorire la salute.
Le terme di Caderzone
Qui, la Fonte S. Antonio, che sgorga sopra il paese, per i suoi benefici era già stata apprezzata nel 1635 dal principe-vescovo di Trento, Carlo Emanuele Madruzzo, e dai primi anni duemila è stata valorizzata con la realizzazione del centro termale e centri wellness, beauty e hotel, che sfruttano i benefici dell’acqua oligominerale ferruginosa della fonte che si rivelano utili per curare patologie dermatologiche, respiratorie e osteoarticolari.

Tra queste ultime è possibile sfruttare piscine con idromassaggi, bagno turco e saune, calidarium e vasche refrigeranti, docce emozionali e solarium.
Per chi invece volesse concentrarsi sulla propria estetica, sono disponibili numerosi trattamenti estetici ispirati ai principi di naturalità e semplicità propri della filosofia termale.
Il borgo e il territorio
Le Dolomiti di Brenta e i Ghiacciai dell’Adamello offrono l’opportunità di compiere un percorso guidato camminando sui sassi di fiume, oppure la possibilità di passeggiare percorrendo i sentieri intorno al paese e magari giungendo al laghetto alpino di San Giuliano, che si trova a quasi 2000 metri di altitudine e nei pressi di cui sorge l’antichissima chiesetta-eremo che nacque nel 1292 dove il santo si ritirò.
Nei pressi del borgo di Caderzone Terme si possono fare passeggiate tra le stalle e le case agricole in pietra con il tipico fienile superiore in legno e imbattersi in edifici come il Maso Curio di cui l’esistenza è attestata fin dal Trecento e che costituisce non solo un monumento storico e architettonico, ma anche un modo per preservare la tradizione attraverso l’allevamento del bestiame con modalità immutate nel corso del tempo.
Il pascolo delle mucche di razza Rendena, presidio Slow Food dal 2019, consente poi di gustare i formaggi che si ricavano dal loro prezioso latte, uno di quelli tipici è la “Spressa”, insignito del marchio DOP; ma ad agosto, durante la festa dell’agricoltura si possono assaporare anche i famosi salumi all’aglio.