Lo strano caso della Calabria zona rossa, esperto: “Ha la più bassa mortalità d’Italia, ecco perché i parametri non sono adeguati”

Coronavirus, Francesco Romeo (Policlinico Tor Vergata). "A Torino hanno messo i letti nelle chiese, e questo in Calabria non è accaduto"

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A fronte della più bassa mortalità per Covid-19 d’Italia“, la Calabria classificata come “zona rossa” non convince del tutto Francesco Romeo, direttore dell’Unità operativa complessa di Cardiologia del Policlinico Tor Vergata di Roma, esperto di origini calabresi che il presidente Nino Spirlì ha deciso di nominare consulente della Giunta regionale, affidandogli il compito di verificare l’effettiva adozione di tutte le misure necessarie per fronteggiare la diffusione del Coronavirus in Calabria.
Qualche giorno fa – ha spiegato l’esperto all’Adnkronos Salute – il report Altems realizzato dall’Università Cattolica ha certificato che la mortalità per Covid in Calabria è 1,4 per 100 mila abitanti, contro una media nazionale molto maggiore“.
Pochi giorni fa su 636 morti con Covid in Italia solo 1 è stato registrato in Calabria, e ieri su 550 decessi solo 5. Se è così, io non vedo un’emergenza dal punto di vista medico e scientifico. In tutte le analisi per la valutazione dell’efficacia di un intervento o di un farmaco c’è un endpoint da valutare, che è la mortalità: se dovessimo giustificare l’adozione della zona rossa in Calabria in base alla mortalità, avremmo delle difficoltà. Cosa ci dice il dato dei decessi? Che i tre grandi ospedali hanno tenuto e, al di là delle file per i tamponi, che pure si sono viste in altre regioni, al momento non ci sono grandi criticità. Abbiamo 40 persone in terapia intensiva“, ha affermato Romeo. “Insomma, alla Calabria non servono ospedali da campo, ma esperti in grado di organizzare una rete di eccellenza, per evitare che i pazienti vadano a curarsi fuori regione dirottando” denaro.
Le carenze strutturali in questa mia bistrattata Calabria c’erano anche a gennaio, a questo punto sono passati 11 mesi“. “Se una complessa serie di parametri ha identificato ora la Calabria come zona ad alto rischio, e al contempo ci troviamo di fronte ad un’area con la più bassa mortalità per Covid d’Italia, questo vuol dire che i parametri non sono adeguati. Non dimentichiamoci che a Torino hanno messo i letti nelle chiese, e questo in Calabria non è accaduto“.

Serve una riorganizzazione concreta dei servizi sanitari calabresi, che eviti che la gente vada a curarsi al Nord“, ha ribadito, sottolineando come alla regione occorrano “persone competenti, senza appartenenze né veti politici“, e rivendicando non solo le proprie competenze, “ma anche le idee ben chiare su ciò che serve alla regione“.
In riferimento all’emergenza, l’esperto ha spiegato: “Io sono dell’idea che sarebbe stato opportuno fare zona rossa tutta l’Italia a settembre per 2 settimane, per ‘sterilizzare’ l’effetto dell’estate e frenare i casi a livello nazionale in vista della riapertura delle scuole e delle attività produttive“.