Il cardiologo primario in Calabria: “Qui non c’e? nessuna zona rossa, io ho l’ospedale vuoto. Alla nostra sanità non servono Gino Strada o altri personaggi come lui”

Enzo Amodeo, primario di Cardiologia all’Ospedale di Polistena, fornisce un quadro ben diverso da quello di "zona rossa" per la Calabria

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La più contestata tra le “zone rosse” stabilite per contrastare l’epidemia di Covid-19 in Italia è senza dubbio la Calabria. Tante le proteste esplose da Cosenza a Reggio Calabria per contestare una misura che non trova alcuna giustificazione alla luce dei dati attuali. Dal Ministero della Salute sono arrivate motivazioni legate alla tenuta degli ospedali. “La Calabria si trova in una fase non critica per eccesso di casi ma mostra segnali di preoccupazione e di criticità di carico sulle strutture ospedaliere”, diceva il direttore Prevenzione Gianni Rezza alla conferenza stampa del Ministero della Salute il 5 novembre.

Ora arrivano le dichiarazioni di Enzo Amodeo, cardiologo di fama internazionale, oggi primario di Cardiologia all’Ospedale di Polistena (Reggio Calabria), che fornisce un quadro ben diverso da quello di “zona rossa” dichiarato dal Governo. “Sarà un baratro economico, le cose peggioreranno ulteriormente. Se dai queste informazioni, facendo passare il messaggio che la Calabria è zona rossa in quanto le strutture non sono in condizione di garantire un risultato, e invece lo sono e lo abbiamo dimostrato, l’unico risultato sarà che i calabresi continueranno ad andare a curarsi al Nord”, afferma Amodeo in una intervista a StrettoWeb.

“La verità è che le perdite in bilancio più grosse sono quelle dovute ai trasferimenti fuori Regione. Qui non c’è nessuna zona rossa, io ho i posti letto vuoti, liberi, a disposizione. La gente non viene neanche per i controlli, devo chiamarli io, perché sono tutti terrorizzati, nel panico. Sul Covid c’è una differenza enorme tra i portatori asintomatici e gli ammalati. Non tutti i positivi al tampone sono ammalati. Gli asintomatici, che sono la stragrande maggioranza, sono sicuramente contagiosi, ma non sono ammalati. In terapia intensiva finisce lo 0,1% dei positivi al tampone. Si è passati da un eccesso all’altro, adesso dobbiamo fare i tamponi a qualsiasi paziente entra in ospedale e poi quando esce. Dov’è che si trovano i tamponi anche al tabacchino… E’ tutto improvvisato. Il pesce puzza dalla testa, lo dicevano i nonni dei miei nonni“.

Sull’ipotesi di Gino Strada nuovo commissario al posto di Zuccatelli, Amodeo afferma: “Non abbiamo bisogno né di lui né di altri personaggi più o meno bravi come lui. Perché dalle nostre parti anche un medico di strada potrebbe gestire la sanità con le competenze acquisite negli anni e nel tempo. Dobbiamo guardare in faccia tutti coloro i quali hanno lavorato in religioso silenzio e hanno prodotto ridando dignità a reparti e istituzioni in questa terra. Soggetti purtroppo troppo spesso messi da parte perché hanno il difetto di fare ombra a qualcuno e quindi di non venire valorizzati per come meritano. E’ finito il tempo delle prebende e dei questuanti, in momenti di guerra bisogna che riemergano le persone che la guerra, quella contro il virus e la malattia, la sanno fare meglio degli altri. La finalità deve essere sempre quella unica e sola, la tutela della salute del cittadino e la possibilità di offrire al cittadino tutte le prestazioni sanitarie di alta qualità che giustamente vanno offerte. Dobbiamo garantire una sanità di livello, diagnosi di precisione, percorsi terapeutici e assistenziali efficienti ed efficaci“.

Amodeo ha parlato anche dell’infinito commissariamento della sanità calabrese e della deriva che ha preso in questi giorni, con le dimissioni di Cotticelli e le incredibili dichiarazioni di Zuccatelli.

L’intervista completa –> Il cardiologo Enzo Amodeo: “qui in Calabria non c’è nessuna zona rossa, io ho l’ospedale vuoto. E non abbiamo bisogno di Gino Strada”