Ciciliano (CTS): “Il virus continua a correre, ciò che abbiamo imparato durante l’estate dobbiamo ricordarlo a Natale e a Capodanno”

Fabio Ciciliano, membro del CTS: "Sembra che il trend si stia lievemente modificando, ma è ancora presto per avere certezze"

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La percentuale di soggetti positivi in rapporto al numero dei tamponi effettuati resta intorno al 16%, anche se adesso questo parametro va rivisto sommando i test antigenici rapidi. Il lieve rallentamento c’è e si basa sull’indice di contagio Rt, ma il superamento della soglia psicologica dei 40.000 nuovi contagiati costringe a pigiare ancora di più sull’acceleratore“: lo ha spiegato Fabio Ciciliano, membro del Comitato Tecnico Scientifico, in un’intervista al Corriere della Sera.
Sull’arrivo dell’inversione della curva, l’esperto precisa che “bisogna ragionare sul trend e non sui valori puntuali che si susseguono ogni giorno. Certamente due settimane dall’ultimo Dpcm per i primi risultati. Sembra che il trend si stia lievemente modificando, ma è ancora presto per avere certezze“. Secondo Ciciliano, “alcune regioni registrano un Rt di gran lunga superiore a 1,7 ed è troppo. Il traguardo è Rt inferiore a 1, solo a quel punto l’epidemia sarà sotto controllo. Bisogna mettere in atto ogni sforzo perché questo obiettivo si raggiunga quanto prima“.
Per quanto riguarda la divisione dell’Italia in zone, secondo il membro del Cts che si occupa di redigere i verbali, “alcuni” dei 21indicatori, concepiti in un contesto profondamente diverso da quello attuale, rischiano però di rallentare il processo di analisi e le conseguenti azioni da mettere in atto potrebbero quindi risultare tardive, anche perché questo virus continua a correre con incredibile velocità“.
Per Ciciliano, “se vogliamo raggiungere presto l’auspicato controllo dell’epidemia con l’Rt inferiore a 1, dobbiamo impedire non solo gli assembramenti, ma le interazioni tra persone. Non è più tempo di esorcizzare il virus con comportamenti irresponsabili. A Napoli, la mia amata città, non è possibile vedere gente sul lungomare che passeggia e in collina i pazienti in fila nei pronto soccorso che vengono assistiti nelle auto perché i posti in ospedale sono finiti. Anche l’ossigeno domiciliare inizia a scarseggiare. E siamo solo nella seconda metà dell’autunno“.
Mi auguro che ciò che abbiamo imparato durante l’estate venga ricordato a Natale e a Capodanno. Dovremo rassegnarci a cenoni in famigli ristretta, altrimenti gli sforzi fatti fino ad oggi saranno stati inutili, proprio come accaduto ad agosto“.