“Così si spiegano le ‘cifre ufficiali’ con le quali ci hanno imposto il lockdown”: il virologo Tarro punta il dito sulla gestione dell’emergenza Covid

Secondo il virologo Giulio Tarro, "la tragedia che oggi ci viene sbandierata per giustificare vessatori e inutili lockdown non è legata al virus"

MeteoWeb

Il problema è che la tragedia che oggi ci viene sbandierata per giustificare vessatori e inutili lockdown non è legata al virus ma alla sbagliata gestione dell’emergenza messa in atto per affrontarla“: è quanto ha affermato, in un’intervista a l’Antidiplomatico, il virologo Giulio Tarro, riferendosi a quella che considera la reale situazione Covid in Italia.

Tarro premette: “Ogni anno, in Italia muoiono mediamente 650.000 persone, per lo più anziane. Secondo l’ISTAT, tra le patologie considerate come cause di morte (dopo quelle dell’apparato circolatorio e i tumori) al terzo posto ci sono le cosiddette “polmoniti”, spesso inglobate nel termine “influenza”. Polmoniti e influenza che ogni anno provocano il collasso di reparti di Terapia intensiva e Pronto soccorso. Questi collassi si verificavano solitamente tra dicembre e marzo perché, fino ad un anno fa, funzionava una pur inadeguata medicina territoriale che arginava o posticipava i ricoveri. Non così oggi, con quarantamila medici di base che, per lo più, invece di visitare i pazienti a casa o negli ambulatori, si limitano ad un “consulto telefonico”. I sintomi non curati adeguatamente, così, si aggravano e così oggi molti arrivano in condizioni disperate negli ospedali; nei quali, oggi anno, secondo varie stime, già si registrano 8-10.000 morti per infezioni ospedaliere. Ecco spiegate le “cifre ufficiali” di questi giorni con le quali ci hanno imposto, dopo essere stati due mesi chiusi in casa, un altro lockdown.

Alla domanda di Francesco Santoianni sulla possibilità di “incattivimento” del virus, Tarro esclude l’ipotesi: “Assolutamente no. Già ad aprile prevedevo che il Sars-Cov-2 avrebbe conosciuto la stessa evoluzione di altri Coronavirus e oggi sono moltissimi virologi che mi danno ragione. Il problema è che la tragedia che oggi ci viene sbandierata per giustificare vessatori e inutili lockdown non è legata al virus ma alla sbagliata gestione dell’emergenza messa in atto per affrontarla.
A marzo, quando il virus già contagiava milioni di italiani, per costringerci a restare chiusi a casa per due mesi (conteggiando come “contagiati” solo coloro che risultavano positivi ai pochi tamponi che allora si effettuavano e come “morti per Covid” tutti coloro che risultavano positivi al tampone effettuato prima o dopo il decesso) hanno avuto la spudoratezza di affibbiare a questo virus un tasso di letalità talmente spaventoso da far scomparire la medicina territoriale e scatenare il terrore e il caos nei servizi sanitari. Oggi sta succedendo di peggio. Pur di perseguire la loro caccia all’untore e ai “focolai di Covid” hanno centuplicato i tamponi (peraltro inaffidabili, considerando, ad esempio, gli innumerevoli cicli di PCR) per presentare un “aumento del contagio” che sta producendo una corsa verso gli ospedali e la stessa tragedia di marzo.