Clima: le foglie cadono prima, l’autunno nei prossimi decenni potrebbe iniziare in anticipo

"Nel corso del secolo l'arrivo dell'autunno, caratterizzato dalla caduta delle foglie, potrebbe risultare anticipato da tre a sei giorni"

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Una ricerca pubblicata su Science, condotta dagli esperti dell’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia, ha rivelato che l’autunno nei prossimi decenni potrebbe iniziare fino a una settimana prima rispetto alla norma, a causa dell’assorbimento di anidride carbonica da parte degli alberi, che potrebbe provocare una caduta anticipata delle foglie.
I ricercatori sono giunti a questa conclusione studiando gli alberi europei e sviluppando modelli di previsione per la caduta delle foglie: il team ha passato in rassegna le osservazioni a lungo termine di alberi dell’Europa centrale dal 1948 al 2015 esaminando l’assorbimento di carbonio e gli impatti connessi. Sono stati poi sviluppati dei modelli per prevedere le tempistiche legate all’arrivo dell’autunno in uno scenario climatico in cui non erano previste misure volte a frenare il riscaldamento globale.
Pensavamo che gli alberi ritardassero sempre più la caduta delle foglie, ma il nostro lavoro suggerisce una tendenza diametralmente opposta: nel corso del secolo l’arrivo dell’autunno, caratterizzato dalla caduta delle foglie, potrebbe risultare anticipato da tre a sei giorni,” ha spiegato Deborah Zani dell’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia. “E’ difficile individuare con precisione il momento in cui cadono le foglie, potrebbero tuttavia esistere dei limiti alla quantità di gas serra che un albero può utilizzare o immagazzinare nell’arco di un anno. Una volta raggiunto il margine, le foglie potrebbero anticipare la caduta“. “I fattori ambientali legati all’invecchiamento delle foglie non sono ben compresi: la caduta delle foglie nel periodo autunnale nelle regioni temperate come il Regno Unito rappresenta un adattamento ai fattori di stress“.
Le radici e il legno non immagazzinano più il carbonio, il che rende le foglie dispendiose dal punto di vista energetico, per cui si potrebbe verificare la caduta anticipata, le considerazioni degli aumenti della produttività primaverile ed estiva dovuti all’aumento dell’assorbimento di carbonio ha portato a previsioni del 42% più accurate. Questi risultati abbassano sostanzialmente le nostre aspettative sulla misura in cui stagioni di crescita più lunghe aumenteranno l’assorbimento stagionale di carbonio nelle foreste,” ha concluso Zani.