Conte firma il Dpcm nella notte, restano chiusure per Regioni più colpite: “ma non sarà un lockdown neanche nelle zone rosse”

Coronavirus, il premier Conte ha firmato il nuovo Dpcm nella notte: entrerà in vigore domani, Giovedì 5 Novembre

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato prima della mezzanotte il nuovo DPCM con le misure anti-Covid, che verrà pubblicato in Gazzetta ufficiale nella prima mattina di oggi, Mercoledì 4 Novembre. La firma è arrivata alla fine della riunione tra il premier, i capidelegazione della maggioranza, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia e il sottosegretario alla presidenza della Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro. Alla riunione hanno preso parte in video collegamento anche i ministri Patuanelli e Gualtieri al lavoro sul nuovo decreto ristori. Come chiesto dalle regioni ci sarà contestualita’ tra il varo del Dpcm e gli aiuti alle attivita’ che verranno danneggiate dal nuovo provvedimento.

L’impianto del Dpcm “resta quello“, sottolineano fonti qualificate di governo. Resta, quindi, il regime differenziato che divide l’Italia in tre fasce di rischio contagio a seconda dei 21 parametri elencati nel testo. Tra le poche modifiche apportate quelle su barbieri e parrucchieri: resteranno aperti anche nelle “zone rosse” che rientrano nello scenario 4, a dispetto di quanto previsto nella bozza del pomeriggio. Nelle zone rosse rimarranno aperti anche gli asili, le scuole elementari e la didattica continuerà di presenza anche per le classi di prima media. Per tutti gli altri (seconda e terza media e superiori) si ricorrerà alla didattica a distanza. Confermato il coprifuoco dalle 22:00 alle 05:00 in tutt’Italia.

sileriIl principio di base è quello di ridurre le possibilità di esposizione laddove la circolazione del virus è più fuori controllo. Quindi la divisione tra aree a più alto rischio e a rischio più moderato“. Lo ha detto il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, a ‘Di Martedì’, parlando dell’orientamento del nuovo Dpcm. “Ci tengo a sottolineare -ha precisato- che non si tratta, anche nelle zone rosse, di un lockdown sovrapponibile al primo vissuto a marzo, perchè alcune attività verranno mantenute. Attenzione: si tratta di misure che cercheremo di rendere quanto più temporanee possibili, compatibilmente con l’andamento del virus. E quindi il report che viene fatto settimanale, consentirà di adattare e modificare tali restrizioni. Così come è possibile che in alcune zone rosse sia possibile trovare delle aree in cui vi possa essere maggiore libertà. Quindi ci sarà flessibilità sul territorio”.

Per avere un quadro preciso delle zone rosse e quindi dei territori a rischio lockdown si dovranno attendere i dati dell’Istituto superiore di sanità previsti per domani. Lo stesso viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, sposta in avanti le lancette per la classificazione delle regioni in base ai fattori di rischio: “Secondo me lo sapremo nelle prossime 24 ore“, spiega. Sarà quindi tramite l’incrocio determinato da Rt e l’indice di rischio di ciascuna realtà regionale, definito dai 21 parametri stabiliti dal ministero della Salute, che verrà stilato l’elenco delle regioni in zona rossa, zona arancione e zona verde. A ogni ‘zona’ corrisponderanno regole diverse partendo da quelle più restrittive delle aree rosse a quelle delle aree verdi.

Francesco BocciaE’ stata un’intensa giornata di lavoro con Regioni e Enti locali caratterizzata da confronto continuo e leale collaborazione. I contributi arrivati da Regioni ed Enti locali sono assolutamente costruttivi. Dal governo sono state elaborate e trasmesse indicazioni chiare per le misure nazionali e per le restrizioni potenziali da attuare, in automatico, nei territori ritenuti in condizioni sanitarie piu’ critiche. Cosi’ come saranno automatici e tempestivi tutti i ristori per le attivita’ colpite. Ancora una volta abbiamo lavorato fianco a fianco per un’azione condivisa con i territori avendo un obiettivo unico comune: proteggere sempre la salute e rafforzare le reti sanitarie per contenere il piu’ possibile la diffusione del virus“. Cos’ il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, al termine del lungo confronto avvenuto in questi giorni di preparazione del testo del nuovo Dpcm.