Coronavirus, almeno altre 4 regioni a rischio “zona rossa”: ipotesi Dpcm con qualche apertura per il Natale

Diverse le regioni a rischio "zona rossa" mentre il Governo pensa al prossimo Dpcm che dovrebbe dare le indicazioni per il periodo natalizio

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Il Governo respinge per il momento il pressing delle Regioni che da giorni chiedono di “semplificare” i 21 parametri tramite i quali si identificano le varie fasce di rischio per le regioni per contrastare l’epidemia di Covid-19 in Italia. I 21 parametri che attribuiscono alle Regioni la collocazione nella zona gialla, arancione o rossa, dunque, non cambieranno fino alla scadenza dell’attuale Dpcm, in vigore fino al 3 dicembre: sara’ un tavolo tecnico tra le Regioni, l’Istituto superiore di Sanita’ e il Ministero della Salute a valutare eventuali modifiche da inserire nel nuovo provvedimento.

La conseguenza è che il monitoraggio delle prossime ore seguira’ lo schema utilizzato finora e potrebbe determinare il passaggio alla zona rossa di almeno altre 4 Regioni: Puglia, Basilicata, Sicilia e Abruzzo (quest’ultima lo è già per decisione del presidente Marsilio), con Emilia Romagna e Liguria ancora in bilico. “Non escludo che possano esserci altre regioni rosse“, conferma il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. Per i prossimi 15 giorni il sistema resta dunque quello attuale e il Ministro della Salute Roberto Speranza ha spiegato perché: “non va sottovalutata la serieta’ della situazione, la pressione sugli ospedali” e’ ancora “molto alta e non si puo’ assolutamente scambiare qualche primissimo e ancora insufficiente segnale in uno scampato pericolo“. “Il cambiamento dei parametri non e’ dunque in discussione fino al 3 dicembre” ha aggiunto Boccia.

Il fatto che i criteri non cambino, non significa che non possano esserci una serie di ‘aggiustamenti‘ a livello territoriale prima del 3 dicembre. Innanzitutto per quelle regioni che per prime sono entrare in zona rossa: in Piemonte e Lombardia, ad esempio, gia’ si registrano valori da zona arancione che, se confermati con il monitoraggio del 27 novembre, potrebbero portarle fuori dalle restrizioni piu’ dure. Le Regioni possono inoltre autonomamente intervenire per allentare le misure in quelle province dove il contagio e’ meno diffuso.

L’altra questione principale della riunione tra Governo e Regioni e’ stato il nuovo Dpcm, quello che dovrebbe dare le indicazioni per il periodo natalizio. Dal premier Conte ai ministri fino agli scienziati, tutti continuano a ripetere che ovviamente non potrà essere un Natale come tutti gli altri. Non potrà esserci un “liberi tutti” ma qualche apertura dovrebbe esserci. Una delle ipotesi sul tavolo e’ quella di un ‘Dpcm ponte’ per il periodo natalizio che sospenda l’automatismo delle fasce, allenti il coprifuoco nazionale, consenta l’apertura serale di bar e ristoranti e lo spostamento anche tra le regioni ‘rosse’ e ‘arancioni’ per raggiungere i parenti piu’ stretti, allunghi l’orario dei negozi, preveda un nuovo protocollo per le messe e le cerimonie religiose, indichi i divieti per la notte di capodanno, compreso lo stop a qualsiasi assembramento nelle piazze. La linea da seguire verra’ decisa nei prossimi giorni, sperando in un ulteriore miglioramento dei dati.