Coronavirus, Arcuri: “Posti in terapia intensiva quasi il doppio di marzo, pronti ventilatori per arrivare a 11.300 posti. In 6 mesi non possiamo riparare torti fatti in 30 anni”

"All'inizio della pandemia avevamo la metà dei posti di terapia intensiva. Nei magazzini ho i ventilatori pronti per arrivare a 11300 posti in terapia intensiva"

MeteoWeb

Ho ascoltato una polemica sulle terapie intensive. Oggi il professor Brusaferro ha dichiarato che i posti in terapia intensiva in Italia sono 9931. Quindi devo chiedere scusa ai telespettatori, ho fatto un’approssimazione. Questa sera abbiamo 3300 persone ricoverate e 9900 posti letto attivati in terapia intensiva”. Lo dice il commissario Domenico Arcuri intervistato da Bruno Vespa nella puntata di Porta a Porta che andrà in onda questa sera su Rai1. “I posti sono quasi il doppio di marzo – ha aggiunto -. E’ il risultato di uno sforzo enorme che tutto il sistema in questi mesi ha fatto”.

La stima che viene fatta è che quando i posti di terapia intensiva sono occupati per più del 30% dai malati di Covid, i sistemi cominciano a entrare in fibrillazione. All’inizio della pandemia però avevamo la metà dei posti di terapia intensiva, 5100″. “Nei magazzini ho i ventilatori pronti per arrivare a 11300 posti in terapia intensiva, sto dialogando con le Regioni tutti i giorni e via via che la percentuale diventa preoccupante e sono pronti ad attrezzare altri posti letto glieli distribuisco in pochissimo tempo“.

Serve anche il personale. E’ vero che il personale medico è cresciuto solo di 35mila operatori dall’inizio dell’emergenza, forse questo numero è insufficiente rispetto alle esigenze. Ma è vero che in 6 mesi non possiamo riparare i torti fatti al Sistema Sanitario pubblico negli ultimi 30 anni”, ha aggiunto.

vaccino coronavirusAlla domanda sui tempi con cui l’Italia si è mossa per i vaccini del Coronavirus, Arcuri ha risposto: “Ogni vaccino ha le sue caratteristiche, quello di Pfizer deve essere distribuito e conservato a una temperatura di almeno -70 gradi. Quelli di Astrazeneca, invece, dovranno essere tenuti a una temperatura tra i 2 e gli 8 gradi. Il sistema di distribuzione, di conservazione e anche di somministrazione è molto diverso. Il vaccino di Pfizer ha una fiala che contiene 5 dosi e dunque deve essere somministrato a 5 persone quasi in parallelo, altri invece non avranno le fiale multidose. Stiamo approntando un sistema che tiene conto di tutte queste variabili”.

Il processo di sviluppo, sperimentazione e autorizzazione dei vaccini è un processo molto complesso, di cui è molto difficile prevedere esattamente l’esito. Il primo vaccino che arriva nelle nostre disponibilità è quello di Pfizer, noi apparteniamo a un gruppo d’acquisto europeo che verrà utilizzato per gli altri vaccini. Avremo le prime 3,4 milioni di dosi che andranno somministrate due volte, quindi per 1,7 milioni di persone. Questa sarà la prima ondata. Confidiamo che possa essere messa in campo nell’ultima parte di gennaio. Sarà la più grande operazione di vaccinazione di massa che la storia ricordi”. “La prima idea che si era avuta del vaccino di Moderna è che sarebbe stato somministrato prima negli Usa, invece oggi la presidente Von der Leyen” ha detto “che in modo molto ravvicinato sarà distribuito anche in Europa. Dal primo trimestre del prossimo anno confidiamo di avere una quantità di vaccini, a condizione che i processi autorizzativi si completino regolarmente, largamente maggiore di questa prima tornata”, ha spiegato Arcuri.

vaccino coronavirus“Dal primo trimestre del prossimo anno confidiamo di avere una quantita’ di vaccini maggiore rispetto alla prima tornata, a condizione che i processi autorizzativi si completino regolarmente – ha aggiunto -. Il costo sara’ di qualche euro a dose, non piu’ di 2 euro quello che costera’ meno. Il governo fara’ una proposta al Parlamento indicando un piano di distribuzione. Tutti comprendiamo che questa campagna sara’ guidata da due fari: il livello di contagio di alcune categorie per loro natura piu’ vicine al virus e il livello di fragilita’ degli individui, quindi le persone piu’ anziane. Poi scenderemo verso la totalita’ delle persone che vorranno vaccinarsi”.

Saranno molte decine, se non poche centinaia su tutto il territorio nazionale, i punti di distribuzione del vaccino Pfizer. La somministrazione dovra’ essere abbastanza rapida e concentrata nei luoghi che si stanno definendo insieme alle regioni. Al momento e’ esclusa una distribuzione in farmacia. Quando le dosi saranno alcune decine di milioni non e’ detto che la distribuzione in farmacia non possa essere immaginata. Le modalita’ di somministrazione dovranno garantire lo stesso livello di efficienza ed efficacia della distribuzione – ha aggiunto – e dunque dovra’ essere una somministrazione molto massiccia e abbastanza concentrata in dei luoghi di cui stiamo discutendo con le Regioni“.

Finora abbiamo consegnato solo l’80% dei banchi, che significa dieci volte la produzione italiana di un anno, ora ne mancano meno di 400mila, ma presto saremo al 100%, stiamo per concludere. Il problema e’ che nel frattempo molte scuole hanno dovuto chiudere. Ho perso una scommessa e me ne duole, ma abbiamo raggiunto un buon risultato. L’idea dei banchi a rotelle e’ stata dei dirigenti scolastici, ai quali il ministro dell’Istruzione aveva chiesto quale tipo di banco volessero e quanti – ha aggiunto -. Hanno chiesto 2 milioni di banchi tradizionali e 400mila banchi monoposto”.