Coronavirus, Boccia: “Lockdown come marzo non torna, il Paese non reggerebbe. Prossima settimana possibili altre zone rosse e misure più restrittive”

"Quel tipo di lockdown di marzo, lo dico chiaramente non ce lo avremo. Questo non esclude che facciamo dei lockdown rigorosi e territoriali"

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Il numero dei deceduti aumentera’ ancora nei prossimi giorni, purtroppo, e per tenerlo giu’ il piu’ possibile ora dobbiamo fare i sacrifici che e’ necessario fare, che non significa il lockdown nazionale come a marzo. Quel tipo di lockdown di marzo, con tutti gli interruttori staccati e il Paese al minimo, lo dico chiaramente non ce lo avremo, non possiamo permettercelo. Non reggerebbe il Paese. Questo non esclude che facciamo dei lockdown rigorosi e territoriali come quelli che abbiamo gia’ iniziato”. Cosi’ il ministro Boccia a Porta a Porta su Rai Uno che andra’ in onda stasera.

La prossima settimana” potrebbero esserci altre zone rosse che, come le attuali, “vivono un lockdown sostenibile e poi forse ci saranno altre misure restrittive che siamo pronti a fare”. “Domani ripotenzieremo la rete dei Covid hotel, noi li abbiamo aperti nella prima fase e nell’estate. In questi luoghi ci va il positivo asintomatico o il positivo con pochi sintomi, così non si affolla lo studio del medico di base. Servono luoghi ulteriori per dirottare alcuni pazienti, ma i medici di famiglia ci servono come il pane“, aggiunge. “Nella terza settimana (dopo due di misure restrittive, ndr) sara’ possibile allentare su alcune province. Finite le due settimane di monitoraggio si potra’ avere un regime diverso”.

Dobbiamo resistere fino a gennaio-febbraio, dobbiamo tenerci per mano. Servirà riaprire ma non come a Ferragosto, da qualche parte in estate è partita la frizione. Il Natale che faremo quest’anno non sarà come i vecchi Natali, è inevitabile. Io per otto mesi sono andato nelle Regioni più a rischio, poi il virus mi è entrato in casa, come me centinaia di migliaia di persone in tutta Italia“.

La Campaniaha un’area piu’ sofferente, Napoli, che e’ sotto pressione, e ha una pressione media nazionale negli altri territori. La Regione e’ stata sotto una stretta valutazione ed e’ in area gialla perche’ i numeri dicono che e’ da area gialla”.

Il Commissario in Calabria non mi pare che sia questo in momento in discussione, è confermato. Il Ministro Speranza ha ribadito che il suo curriculum era assolutamente adatto l’amministrazione della cosa pubblica sanitaria. Gino Strada ha dato la sua disponibilità a dare una mano, la valutazione la sta facendo Speranza. Strada è già in Calabria ed è già in contatto con il commissario. Se decide di aumentare il suo impegno in Calabria non può che far bene. Ma in Calabria dobbiamo esserci tutti noi”, ha affermato Boccia.