“Senza nessun dubbio, per me il vaccino Covid dovrebbe essere obbligatorio“. Lo ha detto a Focus Live, in collegamento dagli Stati Uniti, Luca Pani, ex direttore Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). “Vero che il vaccino si dovrebbe dare prima alle persone piu’ fragili, ma pensiamo – ha spiegato Pani – agli insegnanti. Dobbiamo proteggere chi sta a contatto con i ragazzi perche’ dobbiamo tenere le scuole aperte ed evitare che diventino focolai. Poi ci sono gli operatori sanitari, quelli che sono stati esposti pagando in alcuni casi con la propria vita. Sara’ una bella sfida di organizzazione sanitaria che il Ministero dovra’ coordinare in maniera ancora piu’ centrale di quanto fatto fin adesso. La pandemia chiama per risposte centrali, anche dal punto di vista vaccinale. Il tema e’ l’obbligatorieta’. Vi chiedo: che cosa state aspettando, oltre una pandemia mondiale che ha messo in ginocchio la sanita’ e l’economia, per capire che c’e’ un rapporto rischi-benefici per cui bisogna prendere in considerazione di obbligare tutti a vaccinarsi, con scelte politiche? Cio’ per proteggere tutti, non solo i piu’ deboli“.
“Aspettiamoci qualche effetto collaterale, qualche differenza di risposta tra soggetti, ma concentriamoci sul 70% centrale della curva gaussiana che rende conto del rapporto rischio-beneficio. I vaccini negli ultimi anni hanno avuto salti tecnologici enormi. Ormai i vaccini vengono prodotti appena si identifica il ceppo, che viene sequenziato e mandato a tutti i laboratori del mondo che ci lavorano 24 ore su 24. In piu’ in questo caso e’ stato consentito di accelerare questi tempi attraverso l’autorizzazione d’emergenza, che viene data in queste condizioni eccezionali, in mancanza di altri trattamenti. Ma i dati di sicurezza classici – ha sottolineato – andranno comunque prodotti, non ci saranno scorciatoie, per assicurare che i vaccini siano sicuri ed efficaci. I dati che arrivano adesso sono quelli a due mesi, ma noi avremo bisogno di dati a 12 mesi. E ne avremo tantissimi perche’ al momento abbiamo dati su un campione di 40mila persone ma la distribuzione partira’ gia’ destinata a milioni di persone, che contribuiranno alla raccolta di questi dati“.
“Se avremo tutti abbastanza dosi? La distribuzione irregolare sarebbe un fallimento politico. Si trattera’ di valutare cosa capitera’. Se in Italia gia’ e’ difficile trovare il normale vaccino dell’influenza questo – ha sottolineato Pani – mi preoccupa: si sapeva gia’ da un anno, era facile ordinarlo, significa che qualcuno non ha fatto qualcosa. Ma non avremo grosse conseguenze rispetto a questo grave errore politico perche’ l’influenza – e’ la sua previsione – girera’ molto di meno rispetto agli anni scorsi, per merito del distanziamento e delle mascherine”.


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