Anche in Giappone sta iniziando la seconda ondata dei contagi da coronavirus, in concomitanza con l’approssimarsi dell’inverno e la tendenza delle persone a rimanere negli spazi al chiuso per le temperature più basse e l’aumento delle ondate di maltempo. Il premier giapponese Yoshihide Suga avverte sui rischi di una possibile accelerazione di cui già si hanno segnali evidenti: “Dobbiamo osservare la situazione sotto un’altra ottica e con estrema cautela rispetto alla stagione precedente“, ha detto Suga durante un’audizione parlamentare, appena un giorno dopo il superamento di quota 1.000 dei casi giornalieri nel Paese, per la prima volta da fine agosto. Oltre all’aumento delle positività nei grandi centri metropolitani, quali Tokyo e Osaka, sono stati segnalati focolai nella prefettura dell’Hokkaido, a nord dell’arcipelago, e in altre regioni a nord-est del Paese. Gli esperti sostengono che la tendenza potrebbe essere legata al fatto che l’abbassamento delle temperature abbia costretto un maggior numero di persone a passare più tempo in luoghi al chiuso con scarsa ventilazione.
