“Se il test è validato, ha una buona sensibilità (almeno dell’80%) e una specificità superiore al 95% in grado di farci evitare i falsi positivi, ben venga. Ma ricordiamoci che non deve essere una patente per togliersi la mascherina o non rispettare le misure“. Lo afferma all’Adnkronos Salute l’immunologa dell’Università di Padova Antonella Viola, commentando la sperimentazione lanciata in Veneto con un nuovo test diagnostico ‘fai da te’. “Quello di permettere a tutti di aver accesso in modo veloce allo screening deve essere il nostro obiettivo – aggiunge la Viola – Poi in caso di positività a questo test super rapido, posso recarmi all’Asl per verificare con un tampone molecolare”.

“E’ fisiologico che tra scienziati ci siano opinioni diverse ma è sbagliato che vengano sbandierate come verità. Noi tutti che siamo interpellati dobbiamo ricordarci che quando parliamo sui media rappresentiamo una comunità scientifica e non posizioni personali“, ha aggiunto l’immunologa, commentando le posizioni spesso discordanti e polemiche tra i vari esperti Covid.
“In questo momento occorre non avere fretta, i numeri potrebbero non essere affidabili per la saturazione del sistema dei tamponi. Ma anche perché molti positivi rimangono a casa e non vanno dal medico o in ospedale. Se guardiamo a quello che è successo con il primo lockdown c’è voluto molto tempo, dopo le chiusure, per far calare la curva. Ci auguriamo di vedere dei segnali positivi più solidi entro la fine della settimana“, ha concluso Viola, commentando la situazione epidemiologica.
