Il distanziamento sociale per tenere a bada il coronavirus non ha solo stravolto il nostro modo di vivere la socialità ma potrebbe anche avere un impatto non indifferente sul cervello, generando una profonda sensazione di astinenza da contatti sociali. Già in passato, alcuni lavori hanno suggerito che i contatti sociali sono appaganti e che nel cervello attivano le aree del ‘piacere’ coinvolte nel consumo di cibo o anche di droghe. Ora un nuovo studio mostra che, dopo appena 10 ore di isolamento sociale obbligato, le persone tendono a percepire il bisogno di socializzare come fossero in astinenza da contatti umani e il loro cervello reagisce piu’ intensamente a stimoli esterni che rimandano all’interazione sociale.

Lo studio suggerisce, dunque, che i contatti umani sono ‘come il pane’ per il cervello, e che quindi le misure di distanziamento sociale legate al Covid potrebbero avere ricadute a livello mentale. L’isolamento potrebbe sortire l’effetto opposto e cioe’ le persone, preda dell’astinenza da contatti, potrebbero cercare piu’ interazioni del normale, al pari del rischio di abbuffata incontrollata dopo il digiuno.
