“Oggi la percentuale di positivi e’ scesa di piu’ di tre punti percentuali rispetto alla settimana precedente, questo e’ un dato importante”. Lo ha detto Franco Locatelli durante la conferenza stampa al Ministero della Salute. “Credo che vedremo numeri di questo ordine di grandezza per i decessi ancora per 10-14 giorni, poi auspicabilmente dovremmo cominciare a vedere un calo. E’ la parte piu’ dolorosa e piu’ sofferta da commentare”.
La scuola “si conferma contribuire in maniera assolutamente marginale alla curva di trasmissione di Sars-CoV-2. La potenzialità di infettare sopra 10 anni è come negli adulti, mentre sotto i 10 anni è minore ma non assente”, aggiunge. “Credo che l’attività sciistica al momento non sia compatibile con i numeri che continuiamo a vedere“, ha detto inoltre.
“Si sente insinuare che ci sia un ritardo e una mancanza di strategia nel piano per la vaccinazione contro il Covid. Niente di più falso. Si sta lavorando in maniera intensa sul piano vaccini, anche oggi abbiamo tenuto una riunione di due ore. Il Paese deve essere chiaramente consapevole che si sta lavorando”. Sul vaccino “sono convinto che gli italiani daranno prova di maturita’ capendo quanto questo sia importante”.
Seconda o terza ondata di contagi? No, per Rezza è sempre la stessa. “La diminuzione dei nuovi casi di positività è la conseguenza degli interventi messi in atto. Ho sentito già parlare di terza ondata. Noi abbiamo avuto un’ondata che è stata frenata da un duro e lungo intervento di lockdown. E quando si è allentata la morsa delle misure, a poco a poco, dopo l’estate è immediatamente ripartita quella che noi chiamiamo secondo ondata. Ma se noi arginiamo questa seconda ondata, nel momento in cui allentiamo le misure, allora riparte”. E “chiamiamola terza ondata, ma è sempre la stessa, l’unica epidemia che viene in qualche modo trattenuta, frenata allorché si mettono in atto delle misure tali da creare distanziamento tra le persone”, ovvero “distanziamento fisico, uso di mascherine, l’evitare le aggregazioni”.

“Grossomodo, almeno tra il 60 e il 70% della popolazione dovrebbe essere vaccinata” per ottenere “un’immunità di gregge“ per Covid-19. “In genere – ha spiegato Rezza – la soglia di immunità di gregge che è necessaria per stabilire” un limite oltre il quale “il virus non circola più o circola meno dipende dall’indice di contagio R0” del patogeno. “Bisogna farsi qualche calcolo”, ma la stima è quella per l’esperto che precisa: “Bisognerebbe comunque con dei modelli cercare di stimare questa soglia”. Con il vaccino “c’è la speranza che da qua a pochi mesi potremo cominciare a immunizzare sempre più persone in maniera graduale e crescente. Si inizia a vedere una possibilità di ridurre l’impatto di questa maledetta pandemia. Continuiamo a fare qualche sacrificio”, conclude.
