Coronavirus, Ministero della Salute: “Decessi alti ancora per 10-14 giorni, prudenza sulle riaperture di Natale. Terza ondata? È la stessa che torna se si allentano le misure”

"Il carico delle strutture sanitarie permane, quindi il cauto ottimismo è controbilanciato dal fatto che gli effetti di questa lunga scia si vedranno per diverso tempo"

Oggi la percentuale di positivi e’ scesa di piu’ di tre punti percentuali rispetto alla settimana precedente, questo e’ un dato importante”. Lo ha detto Franco Locatelli durante la conferenza stampa al Ministero della Salute. “Credo che vedremo numeri di questo ordine di grandezza per i decessi ancora per 10-14 giorni, poi auspicabilmente dovremmo cominciare a vedere un calo. E’ la parte piu’ dolorosa e piu’ sofferta da commentare”.

La scuolasi conferma contribuire in maniera assolutamente marginale alla curva di trasmissione di Sars-CoV-2. La potenzialità di infettare sopra 10 anni è come negli adulti, mentre sotto i 10 anni è minore ma non assente”, aggiunge. “Credo che l’attività sciistica al momento non sia compatibile con i numeri che continuiamo a vedere“, ha detto inoltre.

Si sente insinuare che ci sia un ritardo e una mancanza di strategia nel piano per la vaccinazione contro il Covid. Niente di più falso. Si sta lavorando in maniera intensa sul piano vaccini, anche oggi abbiamo tenuto una riunione di due ore. Il Paese deve essere chiaramente consapevole che si sta lavorando”. Sul vaccinosono convinto che gli italiani daranno prova di maturita’ capendo quanto questo sia importante”.

Il numero dei nuovi infetti e’ ancora troppo alto, quando saremo a 50 su 100mila saremo sollevati, finche’ la situazione resta questa l’allerta resta alta“. Lo ha detto Gianni Rezza durante la conferenza stampa al ministero della Salute sottolineando che attualmente siamo a 730 per 100 mila abitanti in una escalation che e’ andata da 50, poi a 200 per 100 mila abitanti e che ha continuato a salire. “Il carico delle strutture sanitarie permane, quindi il cauto ottimismo e’ controbilanciato dal fatto che gli effetti di questa lunga scia si vedranno per diverso tempo. Il calo dei positivi e’ invece effetto delle misure“.

Seconda o terza ondata di contagi? No, per Rezza è sempre la stessa. “La diminuzione dei nuovi casi di positività è la conseguenza degli interventi messi in atto. Ho sentito già parlare di terza ondata. Noi abbiamo avuto un’ondata che è stata frenata da un duro e lungo intervento di lockdown. E quando si è allentata la morsa delle misure, a poco a poco, dopo l’estate è immediatamente ripartita quella che noi chiamiamo secondo ondata. Ma se noi arginiamo questa seconda ondata, nel momento in cui allentiamo le misure, allora riparte”. E “chiamiamola terza ondata, ma è sempre la stessa, l’unica epidemia che viene in qualche modo trattenuta, frenata allorché si mettono in atto delle misure tali da creare distanziamento tra le persone”, ovvero “distanziamento fisico, uso di mascherine, l’evitare le aggregazioni”.

coronavirus pandemia italiaE’ un dolore ogni volta parlare del Natale nella situazione che stiamo vivendo, con l’ipotesi del distanziamento fisico e della rarefazione delle relazioni. Se c’e’ pero’ una famiglia anche piccola in cui i familiari sono distanti e vogliono riunirsi per le festivita’ natalizie, non possiamo escludere che insieme a loro viaggi il virus, contribuendo alla diffusione. La politica e’ l’arte della mediazione e sapra’ individuare delle misure adeguate, noi dobbiamo mettere in chiaro l’importanza del dato scientifico: gli spostamenti illimitati tra Regioni e aggregazioni rappresentano il moltiplicatore del contagio. Non posso negare la mia preoccupazione, certamente spostamenti illimitati per Natale e aggregazioni rappresenta un rischio per la diffusione dell’infezione. Poi vedremo quali saranno le decisioni per il prossimo mese”, ha aggiunto.

“Grossomodo, almeno tra il 60 e il 70% della popolazione dovrebbe essere vaccinata” per ottenere “un’immunità di gregge per Covid-19. “In genere – ha spiegato Rezza – la soglia di immunità di gregge che è necessaria per stabilire” un limite oltre il quale “il virus non circola più o circola meno dipende dall’indice di contagio R0” del patogeno. “Bisogna farsi qualche calcolo”, ma la stima è quella per l’esperto che precisa: “Bisognerebbe comunque con dei modelli cercare di stimare questa soglia”. Con il vaccino “c’è la speranza che da qua a pochi mesi potremo cominciare a immunizzare sempre più persone in maniera graduale e crescente. Si inizia a vedere una possibilità di ridurre l’impatto di questa maledetta pandemia. Continuiamo a fare qualche sacrificio”, conclude.