“Ci vuole molta precauzione e il vaccino dovra’ essere dato quando sara’ stato sperimentato e sara’ sicuro“: lo ha affermato – ospite della trasmissione ‘Tutta la citta’ ne parla’ su Radio 3 – la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa. “Io mi fermo alle dichiarazioni e alle rassicurazioni che il consorzio AstraZeneca e che la presidente della Commissione europea hanno dato cioe’ la possibilita’ che la vaccinazione abbia inizio in primavera. Naturalmente cio’ implica che il vaccino sia sicuro e sia sperimentato“.
“Quanto ai dati sulla diffusione del contagio, considerando che l’epidemia e’ molto larga e diffusa, e anche in relazione all’utilizzo di farmaci eventualmente molto costosi” va anche sottolineato che “del totale di contagiati che abbiamo il 95% e’ asintomatico o paucisintomatico. Di quella parte rimanente per fortuna, solo una parte non di maggioranza e’ nelle condizioni piu’ gravi“.
“Nel valutare l’utilizzo di farmaci eventualmente costosi e’ evidente che bisogna tenere conto anche che sono riservati a quote che per fortuna sono quelle di gravita’ estrema“.
In riferimento al nuovo DPCM, “per il momento non c’e’ stata un’indicazione sulla necessita’ dell’autocertificazione per gli spostamenti. So che il presidente Conte non era favorevole ad andare in questa direzione. Ne comprendo le ragioni. Mi domando pero’ come coloro che sono esantati da alcuni divieti potranno dimostrarlo“.
“Se si deve andare in un paese limitrofo, in una zona rossa per ragioni di salute o comunque non derogabili, si dovra’ comunque dimostrarlo. Immagino che se c’e’ un divieto bisognera’ certificare perche’ si chiede di essere esentati“.
“Per molte ragioni e’ stato necessario passare ad un nuovo metodo“, quello della divisione territoriale dell’Italia: “La prima di queste e’ che certamente il Paese non puo’ permettersi un lockdown generalizzato, totale, che porterebbe ad una paralisi delle attivita’ economiche. Siccome siamo in grado di non farlo non ci capisce perche’ scegliere la strada che fa piu’ male a tutti. La seconda ragione e’ che in realta’ ci sono zone dove comunque misure piu’ restrittive andavano assunte e a questo punto lo si fa in modo automatico“. “Si entra dentro a una certa area in base ad alcuni indici, ce ne sono numerosi, e’ una una cosa complessa di cui peraltro le Regioni sono a conoscenza da sempre, tutti insieme sappiamo che nel caso scattino indici di un certo tipo l’ingresso e’ automatico in una zona, senza piu’ discussioni e senza piu’ confronti, che sarebbero davvero a questo punto tempo perso inutilmente, e cio’ comporta restrizioni piu’ gravi“. “Naturalmente il nostro auspicio e’ che nei prossimi giorni, anche alla luce delle misure gia’ assunte con il Dpcm del 25 ottobre, si vada in realta’ verso un alleggerimento eventualmente anche per chi e’ gia’ magari piu’ avanti, in zona rossa, e comunque non ci siano altre Regioni che entrano dentro questa fascia di colore“. Zampa conclude inoltre che “anche luce verde non vuol dire libera tutti. Le restrizioni, tra l’altro quella secondo me piu’ pesante che e’ quella delle 22, il cosiddetto con una brutta espressione coprifuoco, vale per tutti“.
“I cittadini italiani, come tutti i cittadini europei e in giro nel mondo, cominciano ad essere anche psicologicamente molto stanchi. Sono affaticati, cominciano a perdere la speranza mentre invece non e’ cosi’: vorrei trasmettere un messaggio positivo, stiamo andando secondo me nella direzione giusta, sono convinta si vedranno i risultati come si sono visti in maggio e giugno“.
“E sono anche certa, non lo dico io ma lo dicono gli interessati che gli scienziati stiano facendo passi avanti molti importanti nella direzione sia della terapia, in particolare mi riferisco all’anticorpo monoclonale che da dicembre verra’ sperimentato e che azzera la carica virale del coronavirus, che soprattutto del vaccino di cui sappiamo, possiamo dire che siamo in dirittura di arrivo. Bisogna avere la pazienza pero’ che la scienza ci dia certezze e sperimentate“.


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