“Nella maggior parte del territorio nazionale la trasmissibilità è compatibile con uno scenario di tipo 2 con alcune Regioni/PA in cui la velocità di trasmissione è ancora compatibile con uno scenario 3. Si osserva una riduzione nella trasmissibilità rispetto alla settimana precedente suggerendo un iniziale effetto delle misure di mitigazione introdotte a livello nazionale e regionale dal 14 ottobre 2020. Tuttavia, poiché la trasmissibilità in gran parte del territorio è ancora con un Rt>1 e comporta un aumento dei nuovi casi; questo andamento non deve portare ad un rilassamento delle misure o ad un abbassamento dell’attenzione nei comportamenti“: è quanto si legge nella bozza dell’ultimo report del monitoraggio Covid curato da Iss e Ministero della Salute, con dati dati al 18 novembre 2020 relativi al periodo 9-15 novembre 2020.
“Si conferma che è ancora necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da ridurre il rischio di trasmissione dell’infezione e quindi alleggerire la pressione sui servizi sanitari“.
“È fondamentale – si legge sul documento – che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi“.
“L’incidenza elevata, seppure con un iniziale rallentamento dell’indice di trasmissione, richiede il mantenimento rigoroso delle misure in essere per consentire una diminuzione, la piu’ rapida possibile, delle infezioni“.
“L’incidenza delle nuove diagnosi ha raggiunto livelli molto elevati e diffusi in tutto il paese Si evidenzia un carico rilevante di Covid-19 sui servizi sanitari territoriali e ospedalieri. L’aumento continuo dei ricoveri Covid-19 implica una inevitabile erosione delle risorse disponibili per l’assistenza ospedaliera ai pazienti con altre patologie“. In particolare “17 Regioni/PA sono classificate a rischio Alto di una trasmissione di SARS-CoV-2. Di queste, 2 (Calabria e Umbria, ndr) sono considerate a rischio alto a titolo precauzionale in quanto non valutabili in modo attendibile per completezza del dato di sorveglianza, insufficiente al momento della valutazione. Di queste 17, 11 sono state classificate a rischio Alto e/o equiparate a rischio Alto per 3 o più settimane consecutive; questo prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale in base al documento “Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale”” del ministero della Salute. Delle 17 Regioni a rischio Alto o a questo equiparate, “3 presentano una trasmissibilità calcolata al 4 novembre compatibile con uno scenario di trasmissione 3, 9 con uno scenario di tipo 2 e le 5 restanti con uno scenario di tipo 1“.
“Diciassette Regioni/PA sono classificate a rischio alto e tre a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese comportando di fatto che resta su tutto il territorio nazionale un rischio elevato di epidemia non controllata e non gestibile“.
Le tre regioni “a rischio moderato con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese” sono Veneto, Molise e Friuli Venezia Giulia. Per questo “si raccomanda alle autorità sanitarie delle 3 Regioni di valutare la possibile adozione di ulteriori misure di mitigazione previste come riportato nel documento ‘Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale’, in raccordo con il Ministero della Salute“.
“Nel periodo 28 ottobre–10 novembre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,18“, in calo rispetto all’1,43 dello scorso rilevamento. “Si riscontrano valori medi di Rt tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane; da questa settimana in alcune Regioni/PA il valore di Rt stimato è inferiore a 1“.
L’indice appare in calo un po’ ovunque, con quattro regioni già sotto l’1: Lazio (0,82), Liguria (0,89), Molise (0,94) e Sardegna (0,79).


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