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Coronavirus, Oms Europa: “Il vaccino non è ancora la soluzione, arriverà tardi per l’inverno. Proseguire con le misure di protezione”
"Credo fermamente che ci sia più speranza davanti a noi che disperazione dietro di noi. Ma le forniture saranno ristrette all'inizio"
“Sappiamo che il vaccino arriverà troppo tardi per questo inverno”, “il vaccino è molto importante ma non è ancora il ‘silver bullet’“, la definitiva arma vincente contro Covid-19. “Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto buone notizie con due vaccini particolarmente promettenti. Tuttavia, questa promessa non sarà mai realizzata a meno che non ci assicuriamo che tutti i Paesi abbiano accesso al mercato dei vaccini, che sia distribuito in modo equo, che sia effettivamente distribuito e che i Paesi affrontino le sacche di esitazione vaccinale“. A fare il punto sulla corsa verso l’iniezione scudo contro il coronavirus Sars-CoV-2 è stato Hans Kluge, direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa, durante un incontro in cui ha aggiornato sulla situazione di Covid-19 nel Vecchio continente.
Il messaggio è dunque “proseguire con le misure” anti-contagio, “non interrompere questi sforzi” e quindi “mantenere il distanziamento, indossare la mascherina, evitare assembramenti, curare l’igiene delle mani”. Tornando al vaccino, “la chiave per qualunque prodotto arriverà è che dovrà essere un bene pubblico globale, va garantita la solidarietà e l’equità nell’accesso. Riteniamo un buon segno la velocità senza precedenti e la presenza di più opzioni in sviluppo, ma i buoni segnali richiedono tempo. Credo fermamente che ci sia più speranza davanti a noi che disperazione dietro di noi. Ma le forniture saranno ristrette all’inizio e la priorità – ha ricordato Kluge – va operatori sanitari e sociali, poi agli anziani e ai fragili con più patologie”.
Kluge, con il collega dell’OMS Europa Siddhartha Datta, si sono soffermati anche sul problema dello scetticismo e della diffidenza verso il vaccino. “Stiamo vedendo un grado di esitazione verso il vaccino. Quello che i Paesi devono fare è prepararsi per l’arrivo dei vaccini, comunicare in maniera chiara quando arriveranno per dar sì che nessun dubbio rimanga“, ha rimarcato Datta, rispondendo anche a una domanda sulla possibilità di rendere il vaccino obbligatorio. A questo proposito l’esperto evidenzia come non esista una modalità unica per tutti i Paesi, ma andranno adottate politiche su misura, fermo restando che “l’impegno, la responsabilizzazione e il coinvolgimento delle persone” è la chiave. Un accenno da Kluge è stato riservato al vaccino russo Sputnik: “L’OMS – ha puntualizzato, ricordando di essere stato lui stesso in Russia settimane fa – è in contatto con gli sviluppatori del vaccino riguardo ai dati del trial clinico di fase 3. E’ difficile in generale individuare una tempistica precisa” per l’arrivo dei vaccini, ha concluso, ribadendo la necessità dei rigorosi percorsi su efficacia e sicurezza a cui i vaccini devono essere sottoposti prima del debutto.