Coronavirus, Ordine infermieri: “Noi in emergenza no stop da febbraio, lavoravamo in emergenza già nell’ordinario a causa della carenza di personale”

"La difficoltà iniziale è stata soprattutto quella relativa ai dispositivi di protezione individuali: ce ne erano pochi e ogni giorno dovevamo attendere le dotazioni prima di lavorare"

Per gli infermieri l’emergenza e’ iniziata gia’ a febbraio scorso quando sono iniziati a crescere in maniera esponenziale gli arrivi di pazienti Covid negli ospedali. Ci siamo trovati costretti a dover rimodulare tutti i nostri assetti e a rivedere le nostre attivita’ in situazioni straordinarie, con modalita’ diverse di lavorare. Sono diventati prioritari l’utilizzo dei dispositivi individuali di protezione e la parte diagnostica relativa ai tamponi: quest’ultima da attivita’ routinaria e residuale e’ diventata il fulcro“. Lo ha sottolineato Michele Aurigi, presidente di Ordine Professioni Infermieristiche Siena, alla giornata conclusiva del Festival della Salute 2020 tenutosi a Siena in modalita’ streaming.

La difficolta’ iniziale e’ stata soprattutto quella relativa ai dispositivi di protezione individuali (Dpi): ce ne erano pochi e ogni giorno dovevamo attendere le dotazioni prima di lavorare – ha sottolineato -. Abbiamo cercato di garantire la massima sicurezza al personale ma chiaramente abbiamo a che fare con un virus estremamente contagioso e dunque le precauzioni sono fondamentali quindi l’attenzione da dedicare alla sanificazione e’ sempre maggiore“.

Altro tema e’ quello della carenza di personale:Vi e’ stata un’immissione abbastanza importante nei mesi scorsi, tuttavia e’ andata a colmare quei posti vuoti che denunciavamo gia’ prima dell’emergenza sanitaria. Il Covid-19 ha messo a nudo questo aspetto causato dai tagli al personale e i 5.000 tra medici e infermieri inseriti nel sistema sanitario negli ultimi mesi sono andati a riportare alla normalita’ situazioni di carenza strutturali”. “Il problema – conclude Aurigi – e’ che lavoravamo in emergenza gia’ nell’ordinario e ora stiamo affrontando lo straordinario. Per fortuna gli infermieri impegnati nelle strutture hanno dimostrato professionalita’ e abnegazione per reggere l’urto di questa situazione nuova, pericolosa e gravosa”.