Coronavirus, l’Ospedale di Reggio Calabria: “abbiamo tanti ricoverati guariti ma non li possiamo dimettere solo perchè sono ancora positivi al tampone”

Coronavirus, l'Ospedale di Reggio Calabria si è organizzato al meglio: la situazione dei posti letto

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La situazione della pandemia da Coronavirus in provincia di Reggio Calabria continua ad essere sotto controllo, nonostante l’aumento della circolazione del virus nelle ultime settimane. Su un territorio provinciale di 556 mila abitanti dall’inizio della pandemia di 8 mesi fa abbiamo avuto appena 29 morti e ben 741 guariti. Adesso ci sono 1.819 persone positive, la stragrande maggioranza (1.751, il 96,3% del totale) sono asintomatiche o paucisintomatiche e si trovano in isolamento domiciliare. In Ospedale, tutti al GOM di Reggio Calabria, ci sono invece i rimanenti 68 pazienti: di questi, 6 sono in terapia intensiva (lo 0,3% del totale dei positivi reggini) e 62 in reparto. Attualmente i posti letto riservati a pazienti Covid-19 sono 111, cioè 43 in più rispetto all’attuale capienza, quindi la situazione è assolutamente sotto controllo e non c’è alcuna criticità.

In un’intervista a StrettoWeb, l’ing. Iole Fantozzi, commissario straordinario del Grande Ospedale Metropolitano reggino, ha spiegato che “in reparto abbiamo molti pazienti che sono guariti, una ventina, e che però non possiamo dimettere perchè sono ancora positivi. Sono persone clinicamente guarite, non hanno alcun sintomo, hanno superato brillantemente l’infezione, però risultano ancora positivi al tampone e quindi in base ai protocolli non possiamo dimetterli. E’ questa l’unica criticità attuale: abbiamo bisogno di ricambio dei posti letto per fronteggiare i nuovi ricoveri che abbiamo settimanalmente, ma se dobbiamo tenerci anche i pazienti già guariti diventa più difficile. Non si deve confondere l’Ospedale con un albergo, già siamo l’unica struttura per tutta la Provincia… E’ importante il supporto della medicina territoriale, perchè sappiamo che questa infezione nella stragrande maggioranza dei casi si può curare tranquillamente a casa, ed è importante che la gente lo sappia per evitare di intasare gli Ospedali, rivolgendosi ai medici di base da cui dovrebbe ottenere tutto il supporto necessario a domicilio“.

Fantozzi ha più volte stimolato l’ASP in tal senso, ed è convinta che a breve si arriverà a una soluzione. L’idea è quella degli Ospedali Stroke in Provincia, almeno uno nella Piana e uno nella Locride. “In ogni caso al GOM stiamo continuando a garantire le cure per tutte le patologie. E’ la cosa più importante: restano operativi tutti i reparti, le attività operatorie, il pronto soccorso, tutto. L’ordinanza regionale ci ha dato la possibilità di differire le attività cliniche non necessarie, ma visto che sono tutte necessarie noi fino ad oggi non abbiamo dovuto rinviare o spostare nulla“.

L’ospedale reggino, intanto, si è preparato ad ogni evenienza con tre scenari di rischio: si parte da quello attuale, lo “scenario 1” in cui nell’area Covid appositamente allestita sin dalla scorsa primavera ai Riuniti e completamente isolata dal resto dell’ospedale, nell’edificio E, ci sono 111 posti disponibili: 102 per degenza ordinaria e 9 per la terapia intensiva. Al momento la situazione non richiede un incremento dei posti letto, come abbiamo visto sopra, visto il numero di pazienti ancora inferiore rispetto alla disponibilità di questo scenario.

Ma il GOM è già pronto ed attrezzato a passare, qualora l’evoluzione della situazione dovesse richiederlo, allo “scenario 2” che prevede un’ulteriore rimodulazione dei posti di terapia intensiva nello stesso reparto. Nel documento, infatti, si legge che “Nei prossimi giorni sarà completato il collaudo del reparto che inizialmente era destinato alla Gastroenterologia ma essendo posizionato al piano terra dell’Edificio E “Edificio Covid” verrà utilizzato per ulteriori ampliamenti dedicati a pazienti Covid-19“. Lo “scenario 2” porterà il GOM a 123 posti riservati a pazienti positivi Covid-19, di cui 15 in terapia intensiva e 108 in degenza ordinaria.

Poi c’è lo scenario peggiore possibile, che nessuno si augura di dover fronteggiare ma a cui comunque il GOM è preparato. Lo “scenario 3” prevede l’utilizzo di posti ordinari e di terapia intensiva all’esterno dell’Edificio E “Edificio Covid”. “Intorno al 10 novembre 2020, come da crono programma dei lavori, risulteranno disponibili n. 12 nuovi posti di terapia intensiva (che a fine epidemia saranno configurati come Terapia Intensiva Post Operatoria) presso il vecchio reparto di C.T.M.O. Su questi posti verranno trasferiti i pazienti non Covid della terapia Intensiva, liberando 16 posti per i pazienti Covid in terapia intensiva“, si legge nel documento. Per completare le postazioni previste dallo scenario 3, verrà disposto il “Trasferimento del Reparto di Ortopedia nell’ex reparto di Oncologia (già trasferito al Morelli) con trasformazione dei 28 posti in malattie infettive ad alta intensità di cure attigua alla Terapia intensive Covid già esistente”. In questo modo, per l’eventuale scenario 3 al GOM saranno ben 158 i posti letto disponibili, di cui 22 in terapia intensiva e 136 in reparto. Numeri enormi, superiori di oltre il doppio rispetto agli attualmente ricoverati che come abbiamo visto dovrebbero in buona parte già essere dimessi e/o trasferiti nelle strutture provinciali non appena l’ASP procederà con quanto di propria competenza.