La pandemia costringe ad un’altra rinuncia: per il Natale 2020 in Italia non ci saranno presepi viventi. Le Pro Loco hanno rinviato già rinviato al 2021 l’organizzazione per i presepi viventi, che ogni anno rendono magico il clima del Natale in tutte le città. C’è chi però spera in una versione moderna ed innovativa del presepe vivente, per non dover rinunciare del tutto a questa tradizione: la Pro Loco di Roccavignale sta infatti lavorando per riuscire a trasmettere un segnale di speranza con una manifestazione più rappresentativa.
“In 39 anni di storia, il Presepe Vivente di Roccavignale non è mai saltato. Le varie normative che si sono susseguite ci hanno però confermato l’impossibilità di organizzare il Presepe in versione tradizionale ma sentiamo il bisogno di lanciare un segnale di speranza e di buon auspicio per il prossimo anno e, insieme al Comune, stiamo studiando alcune sorprese che, nel pieno rispetto della normativa anti-Covid, non comporteranno assembramenti e contatti, ma verranno diffuse via facebook e sui media“, ha spiegato il presidente, Mario Bracco. La comunità missionaria di villaregia, nel Lazio, convertirà il presepe vivente i nuna versione aggiornata ai tempi del coronavirus, con un webinar sul sifnigicato del presepe.
Anche Tarquinia rinuncia al presepe vivente: “Il Presepe Vivente è e deve essere una festa e quest’anno non avrebbe potuto esserlo. Inoltre, pur volendo ragionare su un’edizione nel rispetto delle normative di sicurezza, saremmo stati costretti a snaturare la filosofia e quindi la bellezza della nostra rappresentazione. Oltretutto, con tutte le incognite che viviamo ogni giorno, pensare di investire oggi in un’organizzazione diventa davvero impossibile, anche dal punto di vista della sostenibilità economica“, hanno spiegato gli organizzatori.


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