Coronavirus e scuola, i dati del Ministero sui contagi: quasi 65mila ma gli istituti non sono focolai

Contagi da Covid-19 nelle scuole: il Ministero ha fornito i primi numeri ufficiali sui contagi tra studenti e docenti, aggiornati al 31 ottobre

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Mentre si discute ancora molto del destino delle scuole (si riapre a dicembre? A gennaio?), a milioni di studenti e’ impedito di andare a lezione in presenza. Nonostante molti studi internazionali sostengano che le scuole siano luoghi sicuri per quanto riguarda il contagio di Covid-19, in Italia i giovani studenti pagano ancora il prezzo più alto, relegati a settimane di didattica a distanza che al momento non hanno ancora una fine certa. Mentre riaprono centri commerciali e vie dello shopping, ci si chiede quali siano i dati relativi alla scuola che giustifichino una misura così drastica.

Il Ministero dell’Istruzione ha risposto all’istanza di accesso generalizzato, presentato dalla rivista Wired lo scorso 30 ottobre. In base ai dati trasmessi, al 31 ottobre i casi positivi nella popolazione scolastica di elementari, medie e superiori sono stati in tutto 64.980, tra studenti e lavoratori. L’incidenza dei “contagi scolastici” risulta piu’ alta nelle province di Cuneo, Varese, Monza e Brianza, Massa-Carrara, Pisa, Terni e Isernia, dove si sono verificati, all’interno delle scuole, oltre 20 casi di positivita’ ogni mille persone. Il quadro e’ certamente incompleto e provvisorio, dal momento che “i dati riguardano 2.546 comuni sugli oltre 6.700 sul cui territorio ha sede una scuola – precisa Wired – Sono pochi? Negli altri non ci sono stati casi o ci sono stati e non c’e’ stata una segnalazione? Purtroppo non lo sappiamo. Sappiamo, pero’, che per i dirigenti scolastici rispondere settimanalmente al questionario era obbligatorio”.

Le scuole sono focolai? I dati non permettono una risposta certa, ma veri e propri focolai all’interno delle scuole non sono evidenziati. Wired ha messo in relazione il dato relativo ai contagi nelle scuole con il dato relativo ai contagi nella popolazione complessiva di ciascun comune, per individuare l’incidenza all’interno delle scuole con quella che si registra nella popolazione generale. “L’incidenza e’ inferiore negli istituti scolastici in Campania, in Veneto e in Friuli Venezia Giulia – osserva Wired – Hanno invece un’incidenza simile dentro e fuori dalle aule l’Emilia-Romagna, la Lombardia e la Liguria. Nel resto del Paese, invece, l’incidenza in classe e’ piu’ alta che nella popolazione generale”.