Coronavirus, Sileri: “Non sono preoccupato dell’aumento dei casi, il positivo non è necessariamente malato”

Coronavirus, il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri: "Dobbiamo adoperarci tutti insieme per scongiurare un secondo lockdown nazionale"

Le proteste di piazza “in un momento così difficile, le ritengo pienamente comprensibili e spesso giuste. A patto però che siano pacifiche. C’è un problema di tenuta sociale, in Europa e nel mondo. E non va sottostimato, perché trae origini da un disagio diffuso di cui qualcuno cerca di approfittare. Nel lockdown di primavera gli italiani hanno mostrato un coraggio unico, cantando ogni sera dai balconi, ad esempio. Dobbiamo adoperarci tutti insieme per scongiurare un secondo lockdown nazionale“: lo ha affermato, in un’intervista al Corriere della Sera il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, che si dice “non preoccupato della salita dei positivi, perché il positivo non è necessariamente malato, ma, specie in alcune aree, sono preoccupato del numero dei ricoveri, in particolare nelle terapie intensive“.
Va rinforzato il servizio territoriale ma solo gli idioti indicano colpevoli. Oggi registriamo una diffusione prevalentemente in ambito familiare. Viene contratto fuori dalle mura domestiche e poi si diffonde in casa. Ma negli ospedali arrivano anche persone che non avrebbero necessità di ricovero e che magari sul territorio non trovano una risposta“.
Siamo in una situazione diversa rispetto a marzo quando la chiusura totale preservò la Nazione. Ora possiamo gestire, proteggendo salute ed economia insieme, valutando per aree“.