Coronavirus, Sileri: “Fuori da zona rossa solo dopo miglioramento dei dati, la verità è nei numeri. Una riduzione della diffusione ci sarà”

"La verità è nei numeri. Aspettiamo monitoraggio dell'epidemia di questa settimana" per valutare chi entra e chi esce dalle zone rosse

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Mi auguro che Piemonte e Lombardia possano uscire in fretta dal livello di rischio della zona rossa, peraltro i 14 giorni scadono questa settimana. Spero che i dati mostrino che queste Regioni, come altre, possano invece tornare a vivere: sarebbe una bella retrocessione, diventare arancioni o tornare gialli. E pero’, anche tornare rossi nel caso ce ne siano bisogno. Uno stop & go che coinvolge tutta Italia: non dobbiamo vanificare tutti i sacrifici fatti dai cittadini in queste settimane. Ascoltiamo l’urlo di dolore dei colleghi medici, che era di qualche giorno fa, facciamo in modo che chi e’ entrato in ospedale possa essere curato, che chi e’ in terapia intensiva possa uscirne vivo. Aspettiamo questi giorni e poi si fa un passo indietro, con cautela”. Lo ha detto il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, ospite a ‘L’aria che tira’ su La7.

La verita’ e’ nei numeri. Aspettiamo monitoraggio dell’epidemia di questa settimana. Si e’ deciso di aspettare le due settimane per valutare chi esce o entra nelle zone rosse, se serviranno ne aspettiamo anche tre. Ascoltiamo poi i medici e gli infermieri che vedono i pazienti. La riduzione della diffusione ci sara’, in ragione di tutte le misure adottate, dopo qualche giorno, dimettendo le persone vive dai nostri ospedali”, risponde Sileri a Myrta Merlino a ‘L’aria che tira’ che gli chiede se e’ vero come dice Massimo Galli dal Sacco che stiamo per arrivare al collasso degli ospedali. “Ricordiamoci che abbiamo oltre 500 persone morte tutti i giorni. E poi guardiamo ai dati settimanali, non a quelli giornalieri“, aggiunge Sileri.