Coronavirus, Speranza: “Rt scende ma non basta, misure indispensabili. Primi vaccini a gennaio, anticorpi monoclonali a breve”

"I prossimi mesi saranno ancora complicati, ma in cui si vedrà sempre di più uno spiraglio di luce, con l'uso sempre maggiore dei test antigenici, i primi vaccini e la sperimentazione sulle monoclonali"

I numeri indicano una situazione seria, siamo difronte a una circolazione molto significativa del virus, lo vediamo dai contagi e anche dal numero dei morti. I segnali sull’indice Rt sono in controtendenza, perché è sceso da 1,7 a 1,4. Ma non basta, dobbiamo portare al più presto la curva sotto 1 e vedremo il cambiamento negli accessi degli ospedali e in ultima istanza quella dei decessi. Le misure che stiamo adottando sono indispensabili. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, ai microfoni di ‘Cartabianca’, su Rai 3.

La realtà è molto chiara, c’è una circolazione del virus significativa, importante e le misure che stiamo assumendo sono indispensabili. Senza queste misure anche dure che richiedono sacrifici alle persone è impossibile piegare la curva. Quindi bisogna insistere. Noi abbiamo stabilito zone rosse, in maniera significativa negli ultimi giorni, ci sono zone arancioni e bisognerà insistere. Io so che ogni volta che si fa una zona rossa si creano dei disagi, si chiedono sacrifici alle persone ma guardate questi numeri sono indispensabili quei sacrifici per piegare la curva e per rimetterla sotto controllo“.

Le Regioni chiedono di usare solo 5 indicatori che già ci sono e sono importanti, ma averne di più significa avere una fotografia più larga, più affidabile. Questi 21 criteri li usiamo da 26 settimane, poi il confronto è sempre aperto, se c’è la richiesta di una discussione ritengo giusto sedersi e parlare”. “E’ una valutazione che dovremo fare, ci vuole grande gradualita’ e prudenza, prima le regioni rosse che chiedono di tornare indietro avevano Rt sopra 2, ora e’ sceso. Sono per consolidare il risultato, non dobbiamo avere fretta. Attenzione, li’ si stanno facendo sacrifici ma sono per avere massima prudenza. Lavoriamo perche’ misure possano ridursi ma guai ad avere fretta”, ha aggiunto Speranza.

vaccino coronavirusIl virus non scomparira’ e quindi non sara’ un Natale come gli altri e bisogna dire come stanno le cose. Ma non sara’ cosi’ solo in Italia ma penso in tutta Europa”. “I prossimi mesi saranno ancora complicati, ma in cui si vedrà sempre di più uno spiraglio di luce, con l’uso sempre maggiore dei test antigenici, come stiamo facendo, l’arrivo dei primi vaccini e la sperimentazione sulle monoclonali. Entro la fine di gennaio dovremmo avere le prime dosi di vaccino. L’Ema dovra’ dare l’autorizzazione ma tutti i dati segnalano che dovremmo averle”, ha detto Speranza annunciando anche che “tra qualche settimana dovremmo avere anche un altro strumento: gli anticorpi monoclonali”. “Sono una realta’ italiana molto interessante“.

All’Italia andra’ il 13,6% di tutta la quantita’ di vaccini anti Covid acquistata dalla Comunita’ europea. Una vaccinazione anti Covid alla popolazione su larga scala, avverra’ da primavera inoltrata in avanti”. Le prime dosi – ha ribadito Speranza – saranno destinate ai medici e agli infermieri in prima linea e alle persone piu’ fragili. “Di solito”, ha spiegato il ministro, “i tempi per un vaccino sono molto piu’ lunghi ma c’e’ stata una accelerazione come mai prima. Ancora nessuno dei vaccini ha avuto un ok definitivo dalle autorita’, dall’Ema, pero’ i vaccini di AstraZeneca, Biontech e Moderna saranno i primi per cui la comunita’ europea ha stretto accordi”. Poi, ha concluso, “ci sono altri contratti in corso e nel corso dell’anno avremo altri vaccini”.