L’emergenza coronavirus ha spinto il governo italiano a dividere il paese in tre zone, caratterizzate da tre colori in base alla gravità della situazione. Le regioni italiane sono infatti suddivise in rosse, arancioni e gialle e in ognuna di esse vanno rispettate delle precise misure restrittive, secondo l’ultimo Dpcm del 3 ottobre, differenti in base alla ‘colorazione’.
Le zone rosse sono quelle dove si respira aria di lockdown: non è possibile uscire dal proprio comune, si può uscire di casa solo per comprovate motivazioni di lavoro, salute e necessità e non si può far visita ad amici e parenti. Nelle zone arancioni e gialle la situazione è un po’ più soft, con spostamenti un po’ più liberi, ma con divieti di assembramenti, sempre rispettando gli obblighi di mascherine e distanze di sicurezza.
Tante sono state le proteste in giro per l’Italia dopo la nuova divisione dell’Italia, entrata in vigore il 6 novembre, ma c’è anche chi approva la decisione del governo.

Percentuali molto simili riguardano invece il nuovo Dpcm per il contenimento del diffondersi della pandemia: Il 53% è d’accordo col nuovo decreto (45% abbastanza d’accordo, 8% molto d’accordo), il 44% non è invece d’accordo (32% poco d’accordo, 12% per nulla d’accordo), mentre il 3% non sa da che parte schierarsi.

Dati importantissimi, che dimostrano come nonostante il violento impatto del coronavirus su quei territori, il grande numero di casi e l’elevato numero di decessi, prevale l’aspetto lavorativo ed economico.
Il nuovo decreto, infatti, costringe tantissime attività a restare chiuse, negozi, bar, ristoranti e pizzerie possono lavorare solo da asporto o con consegna a domicilio: tantissimi quindi i settori in crisi e gli imprenditori in fallimento. Per questo motivo proprio dove il coronavirus ha avuto un impatto devastante la popolazione non si trova d’accordo con le nuove misure restrittive e con la suddivisione a zone dell’Italia.
Un altro dato significativo è quello riguardante l’età: coloro che non si trovano d’accordo con le nuove misure sono proprio gli adulti, i lavoratori. Dal sondaggio emerge che la popolazione dai 35 ai 54 anni non approva il nuovo Dpcm e la suddivisione dell’Italia in zone rosse, arancioni e gialle. Mentre i più giovani e i più ‘anziani’non sembrano particolarmene colpiti dalle nuove regole.