Coronavirus, negli USA le vaccinazioni potrebbero iniziare l’11 dicembre. Magrini: “Paura dei vaccini fenomeno ampio con radici profonde, no all’obbligo”

La paura dei vaccini "esiste da oltre 10 anni dopo una prima fase dei vaccini che hanno cambiato la faccia del mondo come quelli contro vaiolo e la polio"

Negli Stati Uniti le prime vaccinazioni contro il Covid-19 potrebbero essere effettuate gia’ il prossimo 11 dicembre. Lo ha dichiarato alla Cnn Moncef Slaoui, il direttore di Operation Warp Speed, il programma della Casa Bianca per il finanziamento e l’approvvigionamento dei vaccini anti coronavirus. Pfizer, che ha sviluppato insieme alla tedesca BioNTech un vaccino risultato efficace al 95%, ha depositato ieri la richiesta d’autorizzazione d’emergenza alla Food and Drug Administration statunitense (Fda). La commissione degli esperti di vaccini della Fda si riunira’ il 10 dicembre. Cio’ significa, ha spiegato Slaoui, che il vaccino, se approvato, potrebbe essere distribuito gia’ a partire dal giorno successivo. “Il nostro piano e’ essere in grado di spedire le dosi ai centri vaccinali entro 24 ore dall’approvazione, quindi credo un giorno o due dall’approvazione, cioe’ l’11 o il 12 dicembre”, ha dichiarato lo scienziato. L’altra compagnia che ha concluso con successo la ‘Fase 3′ dei test sul vaccino, Moderna, dovrebbe invece chiedere l’autorizzazione d’emergenza alla Fda nei prossimi giorni.

vaccino coronavirusPer quanto riguarda l’Italia, “nel primo trimestre del 2021 non ci sarà una vaccinazione di massa che invece partirà in estate“, ha spiegato il direttore di AIFA  Nicola Magrini a Mezz’ora in più su Rai3. “Nella seconda meta’ di gennaio ci saranno 1,7 mln di persone vaccinabili con il primo dei vaccini disponibile, quello di Pfizer, ma se i dati saranno confermati, i vaccini saranno verosimilmente tre nella prima fase e quindi i milioni esatti di persone vaccinabili mese per mese li sapremo solo a partire da meta’ gennaio quando effettivamente ci saranno le approvazioni“. Se saranno registrati, arriveranno anche le dosi degli due vaccini nell’ordine di un milione o due in più ogni mese così che in tre mesi potremo avere una capacità vaccinale di 6, anche 10 milioni. Si vedrà poi dalle disponibilità a gennaio”, ha aggiunto.

In merito alla distribuzione dei vaccini so che il commissario Arcuri ha in mente un piano simile a quello tedesco. I vaccini saranno verosimilmente tre nella prima fase. A partire da metà gennaio sapremo il numero, in milioni, di persone vaccinabili mese per mese“, ha spiegato.

Eppure mentre è tanto l’entusiasmo nella comunità scientifica per i risultati raggiunti in tema di vaccini, che permettono di intravedere la luce in fondo al tunnel della pandemia, è diffuso un fenomeno di paura e scetticismo nei confronti dei vaccini, che potrebbe ostacolare (e non poco) i piani per una diffusa immunizzazione contro il Covid-19. “Il movimento della paura dei vaccini è un fenomeno molto ampio, definito l’anno scorso dall’Oms una minaccia globale che ha radici profonde nella diffidenza. Esiste da oltre 10 anni dopo una prima fase dei vaccini che hanno cambiato la faccia del mondo come quelli contro vaiolo e la polio” ed è aumentato “via via che si estendeva i numero dei vaccini“, ha detto Magrini, parlando anche di “dubbi su fenomeni che appartengono al mercato dei vaccini che vale oltre un trilione di dollari. Per questo, va aperto un dialogo” con i no vax.

Si è lavorato 20 anni per uscire dagli obblighi vaccinali, per molto anni c’erano in Urss e Italia. Abbiamo imparato che ci si può vaccinare per responsabilità privata, l’obbligo è una misura delicata. Chi ha dei dubbi va affrontato con una campagna informativa ampia e rispettosa, un coinvolgimento che non è scienza contro Medioevo”, ha aggiunto.

E’ molto spiacevole, perché non è vera la dichiarazione che si siano saltati questi passaggi, che sono le fasi di studio: non si getta discredito su un processo che se possiamo definire accelerato perché siamo in una brutta emergenza, non ci sono state né debbono esserci scorciatoie. Per quanto riguarda i processi di valutazione sono stati pienamente rigorosi. Gettare ombre di discredito penso sia una svista, probabilmente queste persone tanto esposte a volte cedono, si sbagliano, magari si ravvede e ho visto che in parte si è ravveduto”, ha detto Magrini, commentando le esternazioni di Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di microbiologia dell’università di Padova. L’epidemiologo ha messo, infatti ,sul tavolo, non senza attirare polemiche, un profondo scetticismo sul primo vaccino in arrivo a gennaio perché questi di cui si parla sono stati sviluppati saltando la normale frequenza fase1, fase2 e fase 3.