Covid, Boccia: “Discutere di cenoni con 600 morti al giorno è fuoriluogo. La stagione sciistica? Per ora non se ne parla”

"Dobbiamo lavorare per far andare il contagio sempre più giù e con lui i malati in ospedale e il numero dei decessi"

MeteoWeb

Nelle prossime settimane dobbiamo lavorare per far andare il contagio sempre più giù e con lui i malati in ospedale e il numero dei decessi. Discutere di cenoni e feste con 600 morti al giorno è fuoriluogo“. Lo dice il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, a ‘La Vita in Diretta’.  Sulla stagione sciistica “le Regioni hanno consegnato le linee guida che saranno discusse quando ci saranno le condizioni per aprire, ora no – precisa Boccia -. Valuteremo nel prossimo dpcm se ci sono condizioni per fare cosa, come e quando“.

Per le vacanze di Natale “non potremo spostarci come abbiamo fatto quest’estate“, ha detto Boccia sottolineando che “non ci sono le condizioni” e la priorità è “evitare la terza ondata” e “mettere in sicurezza il Paese“. Riguardo alla possibilità di fare spostamenti da una regione all’altra, se nelle prossime settimane i contagi miglioreranno, il ministro ha sottolineato: “Mai come in questo momento, dopo aver vissuto questa seconda ondata, abbiamo il dovere di evitare la terza ondata e tenere il Paese in sicurezza. Questo non significa chiudersi in casa ma significa consentire agli operatori sanitari di fare meglio il loro lavoro e mai come in questo momento hanno bisogno di noi. Fare gli spostamenti assolutamente necessari sì, ma io – ha proseguito Boccia – non immagino spostamenti, sono assolutamente contrario a spostamenti come quelli di questa estate. E’ evidente che non ci sono le condizioni, dobbiamo tenere in sicurezza il Paese e dobbiamo farlo per evitare una terza ondata, e ci sono tutte le condizioni per farlo bene”.

Francesco Boccia“Il sistema delle territorializzazioni – ha sottolineato Boccia – ha funzionato perché c’erano condizioni diverse tra Lombardia e il Lazio, c’erano condizioni diverse tra la Calabria e la Sardegna, ed è stato opportuno fare interventi diversi per consentire a quelle comunità dove era necessario rafforzarsi di rafforzarsi, e dove si poteva allentare un po’ di più le regole, di farlo. Il sistema ha funzionato e ora dobbiamo continuare così”. “Dobbiamo continuare – ha aggiunto il ministro – sapendo che la protezione della salute e della vita vengono prima del Pil, poi arriverà anche il Pil. Ma prima dobbiamo difendere salute e vita“.

Il problema non sono i posti letto, il problema e’ rendere sicure le aree, consentire tamponi in tempo reale, aiutare chi e’ in difficolta’ nell’andare in sub intensiva. Un ospedale militare fa tanto altro, non sono soltanto i 40 posti letto che sono comunque importanti“, ha dichiarato Francesco Boccia a Barletta, ai giornalisti che gli chiedevano se fossero sufficienti i 40 posti letto aggiuntivi dell’ospedale da campo della Marina militare, in corso di allestimento, per l’assistenza ai malati Covid in una provincia (quella di Barletta-Andria-Trani) con reti sanitarie prossime al collasso. “Il sindaco di Barletta oggi pomeriggio mi ha messo al corrente che se continua cosi’ non ci sara’ piu’ spazio nel cimitero della citta’ e bisognera’ requisire altre aree. Se non ci rendiamo conto che, da marzo, sta accadendo questo in Italia, rischiamo di non dare il giusto valore a quanto sta succedendo”, ha detto Boccia.