Covid: la Gran Bretagna si dota di due mega laboratori, verranno fatti 600.000 test in più

Hancock ha formalizzato l'annuncio dell'inaugurazione di "due mega laboratori" nel Regno che dall'inizio del 2021 saranno in grado di fare oltre 600000 test

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Il coronavirus resta “una minaccia” dati alla mano per il Regno Unito come per altri Paesi, “e non solo per i più vulnerabili“; non solo, ma è anche “un problema con cui si dovrà convivere nel tempo e che non sarà “risolto a breve termine” nonostante le notizie promettenti sui vaccini e gli effetti delle restrizioni in atto sulla curva dei contagi. E’ quanto dichiarato da Matt Hancock, ministro della Sanità del governo britannico di Boris Johnson, nel briefing del lunedì a Downing Street sulla pandemia, tenuto insieme ai consulenti medici Jonathan Van-Tam e Susan Hopkins. Briefing in cui ha indicato nell’aumento esponenziale della disponibilità di test e tamponi e nello sviluppo delle terapie per le conseguenze di lungo periodo del Covid due elementi chiave della strategia di Londra per i prossimi mesi e anni.

Hancock ha formalizzato l’annuncio dell’inaugurazione di “due mega laboratori” nel Regno che dall’inizio del 2021 saranno in grado di garantire una capacita’ di ulteriori 600.000 test quotidiani nel Paese, da sommare all’attuale disponibilità potenziale portata già “oltre il mezzo milione“, ossia al livello “più alto d’Europa”. Strutture “permanenti“, ha precisato, che in futuro potranno essere usate anche per la diagnostica su nuove infezioni o su patologie esistenti dal cancro a varie malattie virali. Questo incremento, associato ai progetti avviati per la diffusione di massa anche di tamponi fai-da-te sprint in grado di garantire una risposta entro “pochi minuti“, permetteranno di allargare la platea delle persone controllate, a iniziare dalle più vulnerabili e da chi si prende cura di loro, e di moltiplicare la frequenza dei test, ha sottolineato Hancock. Annunciata inoltre l’apertura dal mese prossimo pure di 40 cliniche ad hoc destinate a garantire terapie per gli effetti di lunga durata del Covid su alcuni pazienti.