Quanto avvenuto per l’apertura di alcuni centri commerciali con tanto di calca per gli sconti è “vergognoso“, “quando si vedono scene come queste non si può fare a meno di pensare che non ci sia ancora piena consapevolezza del dramma che l’intero Paese sta vivendo. E in questo momento sembra evidente che la scuola sia la vittima sacrificale della nostra società; è molto più semplice chiudere una scuola che ritardare l’apertura di un nuovo centro commerciale, anche perché i ragazzi non votano“: lo ha affermato in un’intervista a La Stampa il coordinatore del CTS, Agostino Miozzo.
Sulle feste di Natale, secondo Miozzo, “non c’è nulla di meglio di pranzi in famiglia, tra parenti che non sono conviventi, per provocare un’impennata di contagi. Mi dispiace molto che si sia immaginato di vietare l’apertura dei ristoranti a Natale e nelle giornate di festa. Trovo che sia un provvedimento poco illuminato anche perché in fondo il ristorante è un po’ come la scuola, un luogo dove sei costretto a rispettare le regole della prudenza e del comportamento corretto. I ritrovi domestici sono invece propedeutici al rilassamento e alla mancanza del rispetto delle regole di cui parliamo costantemente“.
Covid e Natale: “Nulla di meglio di pranzi in famiglia, tra parenti non conviventi, per provocare un’impennata di contagi”
Miozzo (CTS): "Mi dispiace molto che si sia immaginato di vietare l'apertura dei ristoranti a Natale e nelle giornate di festa. E' un provvedimento poco illuminato"


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