Chi prenderà il posto di Johann-Dietrich Woerner alla direzione generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA)? In base all’accordo espresso ieri a larghissima maggioranza dai capi delegazione dei Paesi membri dell’ESA, in pole c’è l’austriaco Josef Aschbacher, attualmente a capo dell’Esrin di Frascati ma l’agenzia non si esprime. Il processo per la nomina del successore di Woerner “è ancora in corso” e si concluderà a metà dicembre con il voto al Consiglio ESA. “Fino ad allora l’Agenzia non fornirà alcun dettaglio”, ha detto l’ESA ad askanews.
L’austriaco ha dunque avuto la meglio sull’altro candidato, il ministro della scienza spagnolo ed ex astronauta Pedro Duque. Sembra sfumare, dunque, la possibilità di vedere ancora una volta un italiano alla guida dell’ESA, dopo Antonio Rodotà dal 1997 al 2003. I primi di ottobre il governo aveva annunciato ufficialmente la propria candidata all’alto incarico dello spazio europeo: Simonetta Di Pippo, astrofisica, con un passato in ASI e in ESA, dal 2014 alla guida dell’Unoosa, l’ufficio della Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra-atmosferico. Da indipendente si era candidato anche l’ex presidente dell’ASI e fisico di fama internazionale, Roberto Battiston.
Proprio l’avere due candidati ha indebolito la posizione del nostro Paese, da qui la scelta di appoggiare Aschbacher, austriaco ma buon conoscitore dell’Italia. Aschbacher, una lunga carriera in ESA, dal 2016 è a capo dell’Esrin e direttore dei Programmi di osservazione della Terra dell’Agenzia, posizione che rimarrà libera se verrà nominato e che l’Italia, terzo contributore di ESA dopo Francia e Germania, potrebbe aspirare a occupare.


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