Dpcm, scontri a Bologna durante una manifestazione contro le misure restrittive, disordini anche a Torino [FOTO]

Scontri a Bologna e a Torino contro le misure volute dal Dpcm

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Scontri a Bologna durante la manifestazione partita in tarda serata da piazza del Nettuno per protestare contro le conseguenze dell’ultimo Dpcm. In piazza alcune centinaia di persone, tra riders e antagonisti della città. Dopo la partenza il corteo è riuscito a evitare le forze dell’ordine e ad entrare di corsa all’interno di Galleria Cavour, travolgendo un vigilante all’ingresso e numerose fioriere. C’è stato anche qualche contatto tra manifestanti e agenti in borghese. Sono state lanciate uova di vernice contro le vetrine ed è stata tracciata almeno una scritta sulla vetrina di Gucci. I manifestanti sono fuoriusciti da un altro ingresso della Galleria e poco dopo, in via Marchesana, sono stati raggiunti dalla polizia che ha fatto partire una carica. Due manifestanti sono stati trattenuti dagli agenti, dopo aver ricevuto manganellate, e sono tuttora in stato di fermo all’incrocio con via Clavature, ammanettati. Si tratta di un ragazzo e di una ragazza. Il grosso dei manifestanti ha proseguito verso piazza Maggiore.

Circa 200 manifestanti si sono radunati oggi pomeriggio davanti alla sede della Regione Piemonte in Piazza Castello a Torino per il presidio di protesta “Se tu ci chiudi, tu ci paghi”, organizzato dalle realta’ antagoniste contro il Dpcm. Insieme agli antagonisti, come i centri sociali Askatasuna e Gabrio, in piazza anche i sindacati di base Cobas e Usb, il movimento No Tav e i collettivi universitari, le case occupate anarchiche, il Prinz Eugen e Rete dei Comunisti. “Vale piu’ la vetrina di Gucci di una generazione senza futuro. La crisi la paghino i ricchi”, si legge su uno striscione esibito dai manifestanti che fa riferimento ai danni ai negozi delle griffe durante la protesta degenerata due settimane fa. “La nostra vita vale piu’ dei loro profitti. Distruggiamo Stato e’ Capitale”, “Tu ci chiudi tu ci paghi. La salute e’ la prima cosa, pagateci il lockdown”, le scritte su altri striscioni. La manifestazione per il momento si tiene in forma statica con tanto di musica e interventi al microfono da parte dei partecipanti. Numerose le forze dell’ordine schierate non solo in piazza Castello ma anche su via Roma, devastata negli scontri di due settimane fa, dove e’ stato sbarrato l’accesso, e su via Pietro Micca.