Nuovo Dpcm, c’è ancora indecisione sulle regioni zona rossa: “Potrebbero essere anche solo parti di territorio”

Sono ancora in via di valutazione le regioni che saranno poste in zona rossa per almeno due settimane

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Quali regioni andranno a finire in zona rossa, ovvero la fascia di criticità più alta, “è ancora in via di valutazione; è un combinato disposto di criteri di incidenza e tendenza, valore Rt e 21 indicatori compresi quelli di resilienza, cioe’ su quanto il sistema e’ in grado di rispondere“. E’ quanto dichiarato dal direttore del dipartimento prevenzione del ministero della salute Gianni Rezza alla conferenza stampa al ministero. “Credo che l’applicazione di zone rosse da parte delle Regioni, a parti piccole del territorio, a livello subregionale – ha sottolineato – sia un meccanismo del tutto praticabile”.

In Lombardia, ha spiegato Rezza, “ci sono circa 7800 casi; il Piemonte registra circa 3600 positivi e la Campania circa 4000. Quindi sono Regioni che in termini di tasso di incidenza sono piuttosto alte. Livello elevato anche in Veneto con oltre 2400 casi. Nel Lazio vediamo un leggero incremento con oltre 2400 positivita’, pero’ tale incremento sembra essere abbastanza graduale e con un numero di tamponi elevato. Poi ci sono Regioni piu’ piccole come l’Umbria con circa 500 casi, che e’ un valore di incidenza sulla popolazione piuttosto elevato“. A fronte di questo quadro, ha concluso, “ci auguriamo di vedere qualche segnale positivo nelle prossime due settimane ma molto dipendera’ dai comportamenti di ciascuno di noi, oltre che dalla capacita’ di resilienza del sistema”.