Maltempo: sale il conto dei danni dei nubifragi nelle campagne

Ecco quanto emerge dal primo bilancio effettuato dalla Coldiretti sugli effetti dell’ultima ondata di maltempo

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Sale il conto dei danni dei nubifragi nelle campagne con milioni di euro di danni a coltivazioni, stalle, greggi, strade e ponti rurali, con il lavoro di un intero anno andato perduto nelle aziende agricole”: è quanto emerge dal primo bilancio effettuato dalla Coldiretti sugli effetti dell’ultima ondata di maltempo che ha investito la Penisola a macchia di leopardo dalla Sardegna alla Sicilia fino alla Puglia dove è corsa con il tempo per salvare animali e raccolti.
In Sardegna, dove ha perso la vita un allevatore della Coldiretti, nella zona di Nuoro Ogliastra con l’epicentro nel comune di Bitti l’onda di fango ha sommerso campi di grano già seminati e macchinari agricoli, ha distrutto strade rurali e ponti isolando gli ovili, in molte aziende è stata interrotta la corrente elettrica per una intera giornata rendendo inservibili i pozzi per l’acqua e le mungitrici – sottolinea la Coldiretti – sono andate perse le scorte di foraggio e mangime mentre lo tsunami di melma ha invaso le stalle con le pecorelle appena nate, allagando capannoni e fienili, mentre una grandinata si è abbattuta sugli agrumeti di Castiadas. La bomba d’acqua ha colpito anche in Puglia nell’area di Laterza nel Tarantino creando un’onda di detriti e fango su coltivazioni di grano appena seminato“, spiega la Coldiretti impegnata con i suoi tecnici ad assistere le aziende colpite.
Lungo tutta la Penisola si sono verificati in Italia da inizio anno in media quattro nubifragi al giorno tra grandinate, tornado, tempeste di fulmini e bombe d’acqua che hanno provocato frane, esondazioni, gravissimi danni nelle città e nelle campagne ma soprattutto decine di vittime secondo una analisi della Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database (Eswd). Il moltiplicarsi di eventi estremi – continua la Coldiretti – è la conseguenza dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che costa oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti.
Lo scenario di rischio vede salire a 7275 i comuni italiani – sottolinea la Coldiretti – con parte del territorio in pericolo di dissesto idrogeologico, il 91,3% del totale nazionale sulla base dei dati Ispra. Il risultato è che – continua la Coldiretti – sono 7 milioni gli italiani che vivono in aree a rischio frane, alluvioni ed esondazioni di fiumi in una situazione di incertezza determinata dall’andamento meteorologico che condiziona la vita e il lavoro. A questa situazione – evidenzia la Coldiretti – non è certamente estraneo il fatto che il territorio è stato reso più fragile dalla cementificazione e dall’abbandono che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire oltre ¼ della terra coltivata (-28%) con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari.
Il maltempo si abbatte improvvisamente – conclude la Coldiretti – in un 2020 che si classifica fino ad ora come il quinto più bollente mai registrato in Italia dal 1800, con una temperatura di quasi un grado (+0,91 gradi) più elevata della media storica secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr relativi ai primi dieci mesi dell’anno“.