Addio a Gennady Zdanovic, l’archeologo che scoprì la misteriosa Arkaim, la Stonehenge russa [FOTO]

La scoperta del sito di Arkaim avvenne nel 1987 ad opera di un team di scienziati: ancora oggi l'antica città e avvolta dal mistero

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L’archeologo russo Gennady Zdanovic, scopritore della misteriosa città di Arkaim, sito archeologico risalente all’età del bronzo, nelle steppe degli Urali meridionali, è morto all’età di 82 anni a Celjabinsk. L’annuncio della scomparsa è stato dato dall’Università Statale di Celjabinsk, ateneo dove l’archeologo ha svolto tutta la prorpia carriera. Nel 1967 diresse importanti scavi nel Kazakistan. La scoperta del sito di Arkaim avvenne nel 1987 ad opera di un team di scienziati che stavano pianificando la realizzazione di un lago artificiale in quell’area. Gli scavi furono diretti dal professore Zdanovic.

Il sito, datato al XVII secolo a.C., si è rivelato essere la culla della civiltà Sintashta-Petrovka, uno dei centri più importanti dell’età del bronzo in Russia. Zdanovic ha portato alla luce tutta Arkaim, che è molto simile nella forma al vicino sito di Sintashta, dove venne scoperto il più antico esempio di carro da guerra della storia. Arkaim era protetta da mura circolari, dove sono stati rinvenuti i resti di un centinaio di abitazioni. Attorno alle mura vi erano campi arabili irrigati grazie ad un sistema di canali. Nel 1994, su iniziativa dell’archeologo, è stato istituito il Centro storico e archeologico del paesaggio naturale di Arkaim, poi divenuto ‘Riserva protetta di Arkaim’. Nel 2005 l’archeologo ha fatto da guida al presidente russo Vladimir Putin durante la sua visita al sito archeologico.