I numeri migliorano, entro Natale potremmo avere due vaccini e “la scuola è un luogo sicuro”: l’Italia può tirare un sospiro di sollievo?

"E' indubitabile che i numeri sono in miglioramento, basta confrontare da una settimana all'altra per avere evidenza. La scuola è uno dei posti più sicuri"

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“Credo che la prossima settimana due vaccini che usano la metodologia dell’Rna virale saranno sottoposti all’approvazione dell’Ema e che potremmo avere i primi due sieri come regalo di Natale”. Cosi’ il presidente del Consiglio superiore di Sanita’, Franco Locatelli, a ‘Che Tempo che fa’ su Rai3. “Dal 15 gennaio – ha annunciato Locatelli – potranno partire le prime somministrazioni alle categorie piu’ esposte”. I due candidati vaccini sarebbero quello di Pfizer e di Moderna giunti allo stadio finale.

“Stiamo osservando quelli potremo definire degli spiragli di luce dopo un periodo di tenebre profonde, ma questi spiragli di luce devono illuminare coscienze e intelligenze“, ha precisato Locatelli. “E’ indubitabile che i numeri sono in miglioramento, basta confrontare da una settimana all’altra per avere evidenza, per esempio domenica scorsa eravamo al 15% di tamponi positivi, il numero di ingresso di terapie intensive era di 43 e oggi siamo a meno 6. E anche il numero dei ricoveri di area medica si sono abbassati oggi 420 mentre domenica scorsa si erano alzati di 216“. Ma “questo non deve servire come un messaggio di ‘è finito tutto’. Deve servire come messaggio motivazionale“.

Alla domanda di Fazio sul ‘sacrificare’ la scuola in presenza in vista del Natale, Locatelli risponde che “la scuola e’ uno dei posti piu’ sicuri. Il contributo della frequenza scolastica e’ assolutamente marginale. Credo sia una delle priorita’ cui dare maggiore attenzione e tutelare al massimo – spiega -. L’affollamento in strade e negozi e’ un discorso diverso: sara’ un Natale significativamente diverso, primo e auspicabilmente l’ultimo. Dovremo dimenticarci cenoni di 15-20 persone, feste in piazza e concerti. Impianti sciistici? Nessuno vuole sottovalutare l’importanza economica, ma il messaggio che ha dato la Merkel di un’Europa che riesce a dare una risposta univoca e’ un qualcosa a cui dare valore“.