E’ disponibile il nuovo album “Contatto” dei Negramaro, Giuliano Sangiorgi ed il lockdown: “con mia figlia è stato bellissimo, ma spero che la pandemia non abbia stracichi lunghi”

Giuliano Sangiorgi, l'uscita del nuovo album dei Negramaro "Contatto" e la pandemia: il cantante pugliese racconta il suo lockdown e la nascita dei brani

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E’ uscito due giorni fa il nuovo album dei Negramaro,Contatto“. Giuliano Sangiorgi e la sua band toccano tantissimi argomenti nel nuovo disco: dal razzimo all’ecologia con una parentesi anche alla pandemia. I brani del nuovo album sono stati scritto tutti prima del lockdown, tranne “Terra di Nessuno”, un omaggio a Lucio Dalla.


“Le canzoni, a parte “La terra di nessuno”, sono state scritte prima del lockdown. Proprio questo brano, un omaggio a Lucio Dalla, rappresenta quello che vedevo dalla finestra e ho demilitarizzato questa “terra di nessuno”. Ho immaginato una terra che doveva ripopolarsi di nuove vite. In questo caso ho pensato di attribuire l’inizio di questa nuova vita ad Adamo ed Eva, cioè Anna e Marco di Lucio Dalla. Questi personaggi rappresentano due simboli della periferia dei tempi che sognano di raggiungere gli Stati Uniti con un motorino sgangherato, mentre dall’altra parte “c’è una checca che fa il tifo” che sarebbe Lucio Dalla. Mi piacerebbe che il mondo ricominciasse da Anna e Marco come simboli di periferia e diversità che convivono insieme. Ho immaginato un mondo attraverso la finestra mentre registravo i brani dentro casa e gli altri dei Negramaro facevano la stessa cosa, ognuno nelle proprie case. È stato un lavoro diverso dal solito ma intenso. Siamo stati ancora più diretti e precisi. Ci siamo messi a fuoco perché avevamo più tempo per stare da soli con noi stessi, a differenza di quello che succede in studio di registrazione. In questo momento di necessità abbiamo trovato la virtù nella solitudine e nel collegamento digitale“, ha raccontato il frontman dei Negramaro all’HuffingtonPost.

Giuliano Sangiorgi ha raccontato il lockdown con la figlia di 2 anni: “È stato stupendo stare con lei tanto tempo. Io e Ilaria (Macchia, moglie di Giuliano Sangiorgi, ndr) abbiamo sfruttato questo tempo e il lockdown è stato come un acceleratore di particelle per il nostro rapporto con Stella. È stato qualcosa di magico e di protettivo nei suoi confronti. Non voglio che a Stella, e agli altri bambini, rimanga una sensazione di diffidenza. Indossare la mascherina è giusto,  aiutando gli altri aiutiamo noi stessi. Ma si sta creando un senso di diffidenza che io odio da “terrone” e da essere umano. Non voglio che a Stella rimangano questi segni. Voglio che lei abbia fiducia nell’essere umano quando va in giro o quando incontra qualcuno sul pianerottolo. Ho fatto di tutto per non far restare questo senso nella sua memoria e voglio che sia sempre sorridente. Spero non si ricordi questa diffidenza che ora è necessaria ma che dovrà sparire, soprattutto nei bambini“.

Non è mancato un commento sul futuro, sui concerti che mancano da tempo ormai e su tutti i gli addetti ai lavori del mondo della musica: “Mi auguro che questa sia una parentesi più breve di quella che immaginiamo e che non ci sia la necessità di dover spiegare quello che sta succedendo. Spero davvero che questa pandemia non abbia uno strascico così lungo. Mi piacerebbe che mia figlia mi potesse raccontare i tramonti visti durante i lockdown, gli incontri a distanza nella terrazza del palazzo in cui vivo. Magari si ricorderà solo i tramonti che questo pianeta ci ha regalato. Il brano “Devi solo ballare” parla della luna che vedeva e la incantava. Stella è sempre stata attratta dalla luna. La canzone l’ho scritta quando era piccola, durante l’estate 2019, e lei più ballava e io più scrivevo. Io dico a mia figlia di ballare ma questa non è una benda sugli occhi. La danza è profonda e catartica, può aiutare a vivere meglio, con leggerezza e profondità. Questa canzone è il mio migliore augurio, non un ordine o un dovere. Spero che abbia una vita da ballare coordinata anche con le altre persone. Concerti?  Non è possibile che i Negramaro facciano un nuovo disco senza concerti. Abbiamo fatto degli eventi in streaming, cioè un concerto interattivo come se fosse in un palazzetto. Ci sono stati cinquemila fan collegati negli spalti virtuali. Abbiamo sopperito il gap lavorando a questo evento. Per me questo non è il futuro ma un modo per sopravvivere. Stiamo lavorando anche per i concerti, forse in estate negli stadi o in autunno nei palazzetti. Suonare d’estate sarebbe un sogno. Spero che ci saranno le giuste condizioni per suonare. Stiamo lavorando per tornare sul palco. Si deve parlare in maniera aperta di questo problema che riguarda lavoratori, musicisti, scrittori ma anche i facchini e il servizio d’ordine. Credo che oltre a cercare soluzioni bisogna fare luce sulla sensibilizzazione culturale di un governo e uno Stato che, è evidente, considerano l’arte e la cultura come un bene di lusso. Questo è un gap devastante. L’Iva è al 20% per la cultura e questo fa capire, rispetto al 4% francese, come l’arte sia considerata un lusso. L’arte è un bene di primaria esigenza che nutre l’anima. C’è bisogno di nutrire i corpi delle persone ma anche l’animo. Le istituzioni devono capire che bisogna sostenere l’arte come un bene primario, come se fosse il pane del fornaio. La cultura è un’esigenza fisiologica. Il problema non sono gli aiuti. È una questione concettuale su ciò che rappresenta la cultura in Italia. Tanti si stanno muovendo e non voglio dire quello che faccio io, non è nel mio stile. Il problema è grande e riguarda la considerazione di uno Stato che deve rivedere le priorità nei confronti dell’arte”.