Nuovo successo storico per SpaceX: la capsula Crew Dragon agganciata alla Stazione Spaziale

Crew Dragon ha attraccato alla Stazione Spaziale Internazionale nel suo primo volo operativo con un equipaggio di 4 astronauti

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La capsula Crew Dragon ha attraccato alla Stazione Spaziale Internazionale nel suo primo volo operativo con un equipaggio di 4 astronauti, decollati nella serata locale di domenica dal Kennedy Space Center in Florida.
La missione di Crew-1 del veicolo della SpaceX, per conto della NASA, è storica: segna il successo della capacità degli Stati Uniti di portare nuovamente uomini nello Spazio, dall’epoca dello Space Shuttle.
La capsula si è agganciata al modulo Harmony della Stazione Spaziale, lo stesso al quale attraccava lo Shuttle.

La capsula spaziale “Crew-1 Dragon”, ribattezzata “Resilience“, ha effettuato il docking alle 5 ora italiana, in piena sicurezza: ha attraccato a circa 260 miglia (400 chilometri) sopra lo Stato dell’Ohio, nel Midwest degli Stati Uniti.
A bordo 4 astronauti: 3 americani della NASA (Michael Hopkins, Victor Glover e Shannon Walker) e un giapponese di Jaxa (Soichi Noguchi).
Dopo l’apertura del portello, i 4 astronauti della missione Crew-1 hanno abbracciato i colleghi dell’Expedition 64, a segnare l’inizio di una nuova epoca nella storia spaziale, nella quale i privati svolgono un ruolo di primo piano al fianco delle agenzie governative. A riceverli il comandante della Stazione Spaziale Sergey Ryzhikov, con Sergey Kud-Sverchkov, entrambi russi, e l’americana Kate Rubins, che si è occupata dell’apertura del portello.

Lungo il percorso, si è registrato un problema con il sistema di controllo della temperatura della cabina che però è stato risolto rapidamente. SpaceX ha trasmesso immagini in diretta dall’interno della capsula che mostravano gli astronauti al loro posto, cosa che né i russi né gli americani avevano fatto finora.

Il volo operativo arriva dopo la missione dimostrativa di successo svolta a maggio, in cui due astronauti sono stati portati sulla ISS e poi riportati in sicurezza sulla Terra da SpaceX.
La capsula Crew Dragon di SpaceX è ora il secondo mezzo in grado di raggiungere la ISS, insieme alla Soyuz russa, unica operativa dal 2011.
Fra un anno dovrebbe essere pronta anche la navetta Boeing.

La sfida di NASA e SpaceX

crew dragon lift off
Foto Red Huber/Getty Images

Per l’azienda SpaceX, dell’imprenditore visionario Elon Musk, e la NASA, questo è solo l’inizio di una nuova tappa delle missioni nello spazio: per gli USA è una pietra miliare del ritorno alla corsa verso la Spazio e per spezzare il monopolio russo.
L’azienda di Elon Musk sta costruendo la sua fortuna grazie al business dei razzi riutilizzabili, che abbattono notevolmente i costi delle imprese. Il razzo vettore Falcon 9, che ha lanciato la navicella Dragon, è riutilizzabile ed è riatterrato poco dopo il decollo da Cape Canaveral su una piattaforma nell’Atlantico. Ora riutilizzerà quella parte del razzo per la prossima missione, sempre in collaborazione con la NASA, verso l’ISS, a marzo 2021: quella attuale è la prima di almeno 6 missioni che SpaceX effettuerà verso la ISS con un contratto da 2,6 miliardi di dollari firmato con la NASA nel 2014.

Queste missioni con equipaggio significano per la NASA la possibilità di intraprendere missioni regolari sulla Stazione, nell’ambito dei suoi programmi sulla Luna e su Marte, in associazione con società private incaricate di costruire e progettare veicoli spaziali e razzi, che funzioneranno come “taxi” spaziali.