Il paesaggio lunare dei Calanchi di Palizzi in Calabria

Passeggiare su un suolo lunare o perdersi su quello che un tempo era un fondale marino sono le sensazioni che regalano i Calanchi di Palizzi, formazioni sedimentare oggi Sito d'Interesse Comunitario

Se volete fare una passeggiata sulla luna non è necessario aspettare di guadagnare milioni di euro e che il turismo spaziale renda fruibile anche il suolo lunare, basta spostarsi fino alla punta estrema della nostra penisola e andare alla scoperta dei Calanchi di Palizzi.
Sulla calabra Riviera dei Gelsomini, bianche e piccole montagne, striate di grigio e azzurro conducono ogni visitatore in un paesaggio surreale tra queste selvagge formazioni marmose.

Cosa sono i Calanchi di Palizzi

calanchi palizziIl sito dei Calanchi rappresenta un patrimonio naturalistico di grande rilevanza geologica e proprio per questo è considerato Sito di Interesse Comunutario, sia per la biodiversità qui presente sia per il suo ecosistema del tutto peculiare.

Lungo la fascia jonica della Calabria centrale e meridionale affiora, in tratti più o meno continui, una successione sedimentaria di età pliocenica, in particolare, attribuibile al periodo Zancleano-Piacenziano. Tra le rocce sedimentarie che si individuano con più frequenza vi sono marne e calcari.

I Calanchi sono, in termini più semplici, sedimenti di mare profondo che risalgono a un periodo tra i 2,5 e i 5 milioni di anni fa. Questi sedimenti sono prevalentemente costituiti da gusci calcarei di piccoli organismi marini che si sono formati in un mare chiuso a una profondità di circa 800/1000 metri.

Il prevalente colore bianco è riferibile a periodi di mare calmo, in cui i micro-organismi si sono depositati sul fondo marino, così facendo i loro gusci sono andati a costituire quel sedimento calcareo dal caratteristico colore bianco. Quando è possibile riconoscere il bianco alternato a striature di colorazione grigio-azzurro, dobbiamo ritenere che il mare fosse più freddo, e che insieme ai piccoli organismi si depositasse anche un certo quantitativo di argilla sgretolata.
Uno degli affioramenti più suggestivi che è possibile riconoscere nel territorio calabrese è quello presente a Palizzi dove l’erosione delle piogge ha modellato in dolci pendenze le formazioni marmoree che assumono un aspetto così inusuale da trasportare ogni visitatore letteralmente su un altro pianeta.

La flora dei Calanchi

Tra le specie naturali che caratterizzano questo sito vi sono certamente i “ponsai”, alberi nani, che hanno sviluppato le proprie forme minute per lo scarso nutrimento al quale hanno potuto attingere da questo terreno argilloso.
In questi luoghi è possibile anche riconoscere rare specie di piante autoctone, alcune delle quali in via di estinzione come il Ginepro fenicio. Questo ginepro veniva utilizzato dai Fenici per costruire le proprie imbarcazioni e per realizzare oggetti di uso comune ma anche di grande pregio e resistenza. Nei secoli scorsi, invece, è stato spesso impiegato per la costruzione di telai, di piattaforme lignee per le imbarcazioni o per creare oggetti intarsiati, altari, sedie ed altre suppellettili religiose.

Tra le numerose specie vegetali si possono incontrare: cespugli di sparto steppico, ginestrino delle scogliere, lentischi, rosmarino, timo, pini d’Aleppo e molte altre specie che ne fanno un paradiso per gli ecologisti.

Dove si trovano i Calanchi

Per osservare i Calanchi ci si deve recare sulla costa sud-orientale della Calabria, qui, percorrendo la statale Jonica in provincia di Reggio Calabria e in direzione di Locri, presso la cittadina di Palizzi Marina, precisamente in località Sant’Antonio di Palizzi sono visibili le caratteristiche montagne bianche.