Perché le orecchie fischiano? Sintomo innocuo, segnale di pressione alta o di un problema alla cervicale?

Perche le orecchie fischiano? Come capire se si tratta di un sintomo banale e innocuo o se è invece un segnale da non trascurare?

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In un ambiente senza rumori, è capitato a tutti, prima o poi, di sentire un fischio, un ronzio o uno scampanellio nelle orecchie.

L’acufene (o “tinnito”) è un disturbo a carico dell’orecchio: si manifesta con una percezione sonora, spesso acuta, in assenza di rumori esterni.
Le cause all’origine di questo disturbo possono riguardare direttamente l’orecchio o dipendere da fattori esterni, come traumi o patologie specifiche.

Perché le orecchie fischiano?

Il corpo ci manda spesso segnali, come per esempio le orecchie che fischiano: “Viene definito acufene, ed è una percezione illusoria (ciò che si sente non è reale) di un suono e più precisamente di un fischio. Può essere percepito come lieve suono di sottofondo, come un fruscio o una cascata e come un fischio forte e fastidioso,” ha spiegato il dott. Johnny Cappiello, Responsabile dell’U.O. di Otorinolaringoiatria dell’Istituto Clinico S. Anna, Gruppo San Donato.
Fondato nel 1957, il Gruppo San Donato ha rivoluzionato il mondo della sanità mettendo il paziente al centro del suo ecosistema. Oggi costituisce il primo gruppo ospedaliero privato italiano, simbolo dell’eccellenza sanitaria sia nell’attività clinica che nella ricerca scientifica.
Le cause possono essere diverse – prosegue il dott. Cappiello – Si va dalla manifestazione di un trauma pregresso a un problema alla cervicale sino alla degenerazione dell’orecchio interno che, col passare degli anni, subisce una sorta di usura. Ma può essere anche un sintomo del tutto innocuo che magari si manifesta per un semplice sbalzo pressorio. Se dovesse perdurare è bene farsi visitare dal proprio otorino di fiducia“.

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Fischio o ronzio nelle orecchie: cause, diagnosi e cura

Acufene fischio ronzio orecchieTra le cause dell’acufene possiamo annoverare il trauma acustico, infezione dell’orecchio, più di raro malattia di Meniere, caratterizzata dalla perdita dell’udito e da vertigini. Effetti collaterali farmacologici (es. chemioterapici, aspirina, antibiotici, statine); problemi metabolici (diabete, disturbi tiroidei), ansia, depressione, carenze vitaminiche (dovute, ad esempio, a difficoltà di assorbimento. Deficit di CoQ10, zinco, vitamina A, vitamina B12, selenio, cromo, magnesio), assunzione di alcool, aumento di trigliceridi e colesterolo, stili alimentari basati sul largo consumo di alimenti industriali.

La diagnosi avviene tramite l’effettuazione di un esame audiologico e audiometrico per testare la perdita dell’udito, Tac, risonanza magnetica, angiografia.

La cura può essere basata su: terapie del suono, tecniche di mascheramento del suono, biofeedback, farmaci antistaminici, vasodilatatori, sedativi, corticosteroidei, benzoazepine; soft laser e stimolazione elettrica sottocutanea, terapia psicologica.

Fischio o ronzio nelle orecchie: quali malattie si possono associare?

Le patologie che si possono associare alla presenza dell’acufene – secondo gli esperti dell’Humanitas Research Hospital, ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario – sono le seguenti:

  • Aterosclerosi
  • Cataratta
  • Disturbi psicogeni
  • Ictus
  • Infiammazione del nervo trigemino
  • Intossicazione da monossido di carbonio
  • Labirintite
  • Meningite
  • Otite
  • Policitemia vera
  • Sclerosi multipla
  • Sifilide

Si ricordi che questo non è un elenco esaustivo e che è sempre meglio consultare il proprio medico di fiducia in caso di persistenza del disturbo.

Ronzio delle orecchie e pressione alta

L’aumento dei valori pressori non sempre si accompagna alla comparsa di sintomi, specie se avviene in modo non improvviso: l’organismo – sottolinea l’Humanitas Research Hospital – si abitua progressivamente ai valori sempre un po’ più alti, e non manda segnali al paziente. Per questo, molte delle persone affette da ipertensione non lamentano sintomi, anche in presenza di valori pressori molto elevati.

In ogni caso, i sintomi legati all’ipertensione arteriosa non sono specifici, e per questo sono spesso sottovalutati o imputati a condizioni diverse. Tra i sintomi più comuni rientrano anche i ronzii nelle orecchie:

  • Mal di testa, specie al mattino
  • Stordimento e vertigini
  • Ronzii nelle orecchie (acufeni, tinniti)
  • Alterazioni della vista (visione nera, o presenza di puntini luminosi davanti agli occhi)
  • Perdite di sangue dal naso (epistassi)

Nei casi di ipertensione secondaria, ai sintomi aspecifici possono associarsene altri, più specifici, dovuti alla malattia di base.

La scarsità dei sintomi e la loro aspecificità sono il motivo principale per cui spesso il paziente non si accorge di avere la
pressione alta. Per questo è fondamentale controllare periodicamente la pressione: fare diagnosi precoce di ipertensione arteriosa significa prevenire i danni ad essa legata e, quindi, malattie cardiovascolari anche invalidanti.

Fischio o ronzio nelle orecchie: quali sono i rimedi?

Generalmente il tinnito non viene trattato “direttamente” – ovvero mediante terapia apposita – ma “indirettamente”, ovvero tramite la risoluzione della patologia medica che ne è all’origine e che lo ha scatenato. Può però capitare – e accade non infrequentemente – che la causa alla base dell’acufene rimanga sconosciuta, in questo caso chi ne soffre finisce per doverci convivere. Di aiuto possono essere alcuni metodi che, pur non essendo in grado di curare il disturbo, possono ridurne la gravità, come l’impiego di macchinari che emettono i cosiddetti “rumori bianchi” o l’assunzione di alcuni farmaci (tra cui gli antidepressivi).

Fischio o ronzio nelle orecchie: come prevenire il disturbo

A seconda dei casi, per prevenire gli acufeni è utile ridurre l’esposizione a suoni troppo intensi; rivalutare le proprie abitudini alimentari, adottando una dieta che privilegi l’assunzione di frutta e verdura; evitare alcool e fumo.
Musica a basso volume o il suono di orologi meccanici potrebbe mascherare il ronzio. E’ consigliabile dedicare maggior tempo a se stessi, in attività rilassanti, tenendo, per quanto possibile, alla larga le situazioni di stress. Consigliato il riposo, tenendo la testa appoggiata di notte su un paio di cuscini oppure sollevando il materasso in corrispondenza del punto dove si appoggia il capo. Tra le terapie alternative ricordiamo agopuntura, terapia cranico-sacrale, ipnosi.

E’ importante capire il motivo per cui si presenta questo suono continuo, in modo tale da trovare l’origine precisa e fermare il ronzio nelle orecchie. La consulenza di un medico, esperto in materia, è sicuramente il primo passo importante per trovare una cura.
Di seguito tre consigli utili per cercare di ridurre il ronzio nelle orecchie, seguendo questi suggerimenti si può riscontrare un sollievo significativo:

  1. Si può usare un dispositivo di mascheramento del suono. Questi dispositivi possono essere indossati dietro l’orecchio e creano un basso livello di rumore di sottofondo. La maggior parte delle persone che utilizza questi dispositivi riferiscono di trarne maggior beneficio durante i momenti di silenzio;
  2. Ridurre la quantità di caffeina. Sono molti i pazienti che hanno riferito di aver visto dei miglioramenti diminuendo il consumo di caffeina. La caffeina può peggiorare i sintomi, quindi è meglio evitare caffè, bibite e bevande energetiche a base di caffeina. Si consiglia di bere succhi di frutta e molta acqua. Mantenere una dieta sana ed equilibrata porta dei benefici contribuendo a migliorare il tuo ronzio nelle orecchie;
  3. E’ dimostrato che, chi ascolta musica con le cuffie potrà notare che ha un ronzio nelle orecchie dopo un paio d’ore. Ignorare i sintomi quando sono ancora lievi è il più grande errore che fanno la maggior parte dei malati. Sicuramente bloccare il problema sul nascere porterà a risolvere un problema che inevitabilmente andrà a peggiorare nel tempo.

Fischio o ronzio nelle orecchie: quando rivolgersi al proprio medico?

In caso di grave trauma o in presenza di malattie già diagnosticate in precedenza.


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