Zone rosse: l’agonia dell’attesa e la Caporetto del governo, da Milano alla Calabria commercianti confusi e disperati, “Non sappiamo che fare”

Quali siano le regioni in zona rossa, ancora, non è dato saperlo. E il Dpcm entrerà in vigore a mezzanotte

“Siamo alla follia più totale. Sono le 18.30 e i commercianti milanesi e lombardi non sanno cosa fare, se domani devono aprire o no, se ci saranno i mercati, se saranno solo di alimentari“: Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano è a dir poco arrabbiato. “Possibile che non si sappiano le cose nella situazione drammatica in cui ci troviamo? – dice all’ANSA – Non c’e’ neanche il diritto ad organizzarsi. Gia’ siamo in una situazione drammatica, ripeto, con il 50% delle imprese che a Milano rischia di saltare per aria. Questa e’ una mancanza di rispetto per i lavoro degli altri“.

E in Calabria, più volte ‘minacciata’ di diventare zona rossa nonostante il basso numero dei contagi, la situazione non è molto diversa. Anzi, forse è peggio. Con l’eventuale istituzione della “zona rossa” in Calabria rischiano di scomparire centinaia di attivita’ commerciali. E’ il pensiero dei rappresentanti delle associazioni di categoria della regione. “Rischiano di far saltare quelle poche attivita’ che cercano di resistere e di rimanere in piedi dopo il primo lockdown”, ha detto all’ANSA il presidente di Confesercenti Calabria Vincenzo Farina. “Sono sinceramente preoccupato – ha aggiunto Farina – perche’ se i numeri vengono utilizzati con facilita’, in un modo o nell’altro, e diventano elastici, sono preoccupato per quello che succede a questa terra. Per tutte quelle persone che il pezzo di pane se lo devono guadagnare tutte le mattine alzando la serranda, per loro, i loro dipendenti. Perche’ dobbiamo pagare le imposte e tasse, i mutui, i fornitori, dobbiamo sostenere delle attivita’ che abbiamo messo in piedi e con sacrificio dobbiamo portare avanti”.

Per Farina che continua a ricevere telefonate da decine di esercenti coinvolti in questa decisione “non ci meritiamo di essere trattati in questo modo. Non si puo’ giocare sula storiella per cui ci si domanda se e’ piu’ importante la salute pubblica o l’economia. Non e’ in discussione questo. Ci mancherebbe che la salute pubblica non fosse alla base di tutto, ma non possiamo, chissa’ per quale ragione, affossare l’economia di questa terra che non puo’ essere devastata completamente. Solo chi non conosce il commercio puo’ pensare che per farci lavorare a Natale ci chiudono un mese prima. Riaprire il quattro dicembre non ha senso”. “La zona rossa – e’ il commento di Pietro Falbo, presidente di Confcommercio Calabria Centrale – decreta la perdita inesorabile di migliaia di imprese del commercio, turismo, servizi: i settori tra i piu’ colpiti dalla crisi economica determinata dal Covid-19. Le imprese del territorio, colpite duramente da restrizioni sempre piu’ limitanti, vessate dai debiti accumulati ed in assenza di sostegno concreto alla liquidita’, non possono sopportare un nuovo lockdown. Lo scenario che si prospetta e le conseguenze negative sulla nostra gia’ fragile economia saranno incalcolabili“.

Ma cosa sta succedendo al Governo? Non c’è accordo e c’è indecisione nell’assegnare il livello di criticità (gialla, arancione, rossa), alle regioni a parte di esse. Ciò che è trapelato, fino ad ora, è che le regioni potrebbero non essere uniformi nell’assegnazione delle criticità: è praticabile che anche all’interno di regioni non rosse ci possano essere chiusure di alcune aree dove si possono sviluppare focolai importanti. Lo ha spiegato il direttore della prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza nel corso della conferenza stampa di presentazione dei dati sull’epidemia di Covid in Italia. “Le regioni possono cogliere prima il rischio di alcune zone. L’ applicazioni di zone rosse in parti piccole del territorio regionale e’ un meccanismo del tutto praticabile. Non credo proprio che questo Dpcm impedisca di farlo, anzi“. Ma quali siano le regioni, ancora, non è dato saperlo. E il Dpcm entrerà in vigore a mezzanotte.

AGGIORNAMENTO

Ho appena parlato con il ministro della Salute Roberto Speranza, domani ci confronteremo sul posizionamento della regione Liguria rispetto alle fasce di rischio del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Pertanto, le misure aggiuntive di contenimento al Covid nel nostro territorio, entreranno in vigore nella giornata di venerdi’“. Lo comunica il presidente della Liguria Giovanni Toti. “Entreranno invece in vigore le normative riguardanti tutto il territorio nazionale primo tra tutti il divieto di circolazione tra le 22 e le 6“.