Santa Caterina d’Alessandria: tutti i proverbi più famosi, dal meteo al Natale

Tanti sono i proverbi, soprattutto meteorologici, legati a Santa Caterina d’Alessandria: ecco i più famosi e tante curiosità

Oggi, 25 novembre 2020 si ricorda Santa Caterina d’Alessandria.
Il culto di Caterina d’Alessandria è molto diffuso: la troviamo raffigurata nella basilica romana di San Lorenzo, nelle catacombe di San Gennaro a Napoli e in molte parti d’Europa, dove ha ispirato anche rappresentazioni sacre e “cantari”.
La sua festa annuale è vissuta come la festa dei giovani: in Francia Caterina è divenuta la patrona degli studenti di teologia e di molte confraternite femminili.
E’ la protettrice delle apprendiste sarte (che da lei prenderanno un nome destinato a durare a lungo: “Caterinette”), ma anche dei barbieri, delle nutrici, delle ragazze da marito, dei prigionieri, e – poiché torturata con la ruota aculea – anche di tutte le professioni collegate alla ruota: dagli arrotini ai vasai, dai gommisti ai ciclisti.

La figura di Santa Caterina d’Alessandria è legata a tradizioni, fatti, miracoli ed episodi leggendari.
Vergine e Martire, nacque nel 287 e morì il 25 novembre 305 ad Alessandria d’Egitto, a seguito di un crudele martirio.
La Legenda Aurea, un testo del XIII secolo che racchiude la vita dei Santi Cristiani, scritto da Jacopo di Varazze, la descrive come una bellissima fanciulla, figlia del re Costa, istruita sin da piccola alle arti liberali. Ad Alessandria d’Egitto, nel 305, giunse Massimino Daia, nominato governatore d’Egitto e Siria. Per l’occasione furono celebrate feste in suo onore, col sacrificio di animali alle divinità pagane. Caterina, però, invitò il governatore a riconoscere Gesù come Redentore dell’umanità, rifiutando, oltretutto, di sacrificare un animale, sacrificio obbligatorio per tutti i sudditi, anche per quelli cristiani come lei. Massimino, non riuscendo a convincerla a venerare gli dei pagani, le propose di sposarlo ma la fanciulla si oppose e venne condannata ad una morte orribile: una grande ruota dentata avrebbe straziato il suo povero corpo ma la ruota non funzionò e si procedette alla sua decapitazione.

Secondo la leggenda, degli angeli portarono miracolosamente il corpo della fanciulla ad Alessandria fino al Sinai, dove ancora oggi l’altura vicina a Gebel Musa (Montagna di Mosè) si chiama Gebel Katherin. I resti della Santa vennero portati, successivamente, nel monastero voluto da Giustiniano, a lei dedicato, situato proprio sotto quella montagna.

Santa Caterina d’Alessandria: i proverbi più popolari

Tanti sono i proverbi, soprattutto meteorologici, legati a Santa Caterina d’Alessandria.
Molto diffuso è “Comme Catarinea , accussì Natalea”, nelle sue varianti: “Comme Barbarea accussì Natalea” e, nel salernitano: “Comme Catarine accussì Barbarea e accussì Natalea”, che vuol dire che le condizioni meteo sono simili sia nel giorno di Santa Caterina che a Natale.

Si dice, inoltre: “Per Santa Caterina la neve alla collina”, “Per Santa Caterina o neve o brina”. “Per Santa Caterina tira fuori la fascina”, per accendere il fuoco nel camino con una fascina ben asciutta dopo la lunga estate. Altri proverbi recitano: “Per Santa Caterina manicotto e cassettina”, dove la cassettina era il recipiente di metallo pieno di brace e cenere che si adoperava per scaldare i piedi. “Per Santa Caterina un passo di gallina” , “Per Santa Caterina riempi il sacco della farina”, ossia si portava il grano al mulino per avere disponibilità di farina per l’inverno. Non mancano i proverbi gastronomici: “Per Santa Caterina tira fuori il formaggio dalla fossa e mangialo in cantina” oppure “Chi vuol un’oca fina, a ingrassar la metta a Santa Caterina”.