Straordinaria e rara scoperta archeologica a Capurso, nel barese: “Qui si fa la Storia”

Il fascicolo sulla scrivania del primo cittadino "riporta una raccolta di testimonianze archeologiche del IV millennio a.C., scoperta che rientra in una casistica di rinvenimenti alquanto rari in Italia per quel periodo"

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In località San Pietro a Capurso (Bari) è stato rinvenuto uno “straordinario esemplare di Archeologia mobiliare, risalente al Paleolitico superiore (circa 15-10 mila anni fa): la scoperta riveste carattere di massimo rilievo scientifico. Alla luce di questo e in considerazione dell’assoluta importanza dell’area venuta alla luce, abbiamo il dovere di garantire il prosieguo delle indagini di scavo”. E’ quanto annunciato su Facebook dal sindaco di Capurso, Michele Laricchia, dopo una comunicazione ricevuta dal Ministero per i beni e le attivita’ culturali e per il turismo, a firma della responsabile per la tutela archeologica, Annamaria Tunzi, e del Soprintendente Maria Piccarreta. Il fascicolo sulla scrivania del primo cittadino “riporta una raccolta di testimonianze archeologiche del IV millennio a.C., scoperta che rientra in una casistica di rinvenimenti alquanto rari in Italia per quel periodo“.

Ecco il post integrale del primo cittadino:

“QUI SI FA LA STORIA!
Oggi pomeriggio ho sulla scrivania il passato e il futuro della nostra comunità.
Il fascicolo con la foto degli scavi, a destra, riporta una raccolta di testimonianze archeologiche del IV millennio a.C., in località San Pietro, scoperta che rientra in una casistica di rinvenimenti alquanto rari in Italia per quel periodo e di cui ho spesso parlato durante la campagna elettorale.
A sinistra, una nota del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, a firma della responsabile per la tutela archelogica, dott.ssa Annamaria Tunzi, e del Soprintendente Arch. Maria Piccarreta.
Mi informano che nello stesso sito, è stato rinvenuto uno straordinario esemplare di archeologia mobiliare, risalente al Paleolitico superiore (circa 15-10 mila anni fa) e che la scoperta riveste carattere di MASSIMO RILIEVO SCIENTIFICO.
Alla luce di questo e in considerazione dell’assoluta importanza dell’area venuta alla luce, abbiamo il dovere di garantire il prosieguo delle indagini di scavo.
Il Comune di Capurso non resterà sordo ai “sussurri dalla terra”. Offriremo tutta la collaborazione possibile e lavoreremo insieme. Il futuro della comunità parte dalle sue radici storiche.
Viva Capurso. Viva la sua incredibile e inattesa storia“.

STORIA DI CAPURSO 

Capurso è situato circa 10 km a sud-est del capoluogo barese. Le prime tracce della sua esistenza parlano di una comunità insediatasi già prima dell’anno Mille, come emerge dagli affreschi rinvenuti nella Grotta di Santa Barbara situata nell’omonima contrada.

Al di là delle numerose interpretazioni fantasiose elaborate in merito al toponimo della città, ve ne è una secondo cui il nome “Capurso” sarebbe legato alla testa di un orso bruno ucciso dai primi abitanti del luogo e raffigurata sullo stemma municipale. Questa è certamente la leggenda che riscuote maggiore consenso a livello popolare, stando alla quale la testa dell’orso sarebbe stata trainata da dei buoi fino al punto in cui sarebbe poi sorta la città.

I TESORI DEL CENTRO STORICO
I numerosi tesori nascosti catturano l’attenzione degli amanti dell’arte e della storia, che qui a Capurso si respirano ad ogni angolo del borgo antico. Il tipico impianto medievale che contraddistingue il paese vede la presenza di archi, piccole corti e scale esterne chiamate “vignali” o “galfi”. Passeggiando per le vie lastricate del centro storico è possibile imbattersi in caratteristiche maschere di pietra e case storiche (dette case “palazziate”) caratterizzate da bellissimi portali d’ingresso decorati.

IL PAESE RICCO DI CHIESE
Viaggiatori e pellegrini raggiungono la città per ammirare le numerose chiese a cui gli abitanti sono legati in maniera viscerale: la Basilica di Santa Maria del Pozzo in stile tardo-barocco, la Cappella del Pozzo, la Chiesa Madre del Santissimo Salvatore del XVI secolo e il Convento di San Francesco da Paola risalente al 1300.

La Cappella del Pozzo è stata costruita sul pozzo all’interno del quale il 30 agosto 1705 è stata ritrovata l’icona bizantina di Santa Maria da Don Domenico Tanzella. In questo luogo si compì l’evento prodigioso della guarigione del sacerdote capursese, il cui miracolo ha segnato la nascita del culto della Madonna del Pozzo, considerato uno dei più importanti non solo nella terra pugliese e in Italia, ma anche oltre i confini nazionali.

TRADIZIONI POPOLARI E RELIGIOSE
Il piccolo comune è conosciuto soprattutto per la devozione alla Madonna del Pozzo: luogo di culto da circa 250 anni, la Basilica della Madonna del Pozzo e la vicina Cappella accolgono ogni anno numerosi fedeli provenienti da ogni parte del mondo. Il maestoso edificio sorge alla fine del corso principale del paese e al suo interno si può ammirare il quadro della Madonna rinvenuto in un pozzo alla periferia della città.

Particolarmente suggestiva è la festa patronale che ad agosto continua a richiamare migliaia di pellegrini, con la caratteristica processione mattutina che dura oltre nove ore e la folkloristica processione serale del Carro Trionfale trainato a mano mentre attraversa le vie di Capurso l’ultima domenica del mese; è nel corso di questo evento religioso che si compie l’ascensione della statua della Madonna in cima al carro stesso.

CAPURSO, IMPORTANTE CENTRO DI PELLEGRINAGGI
L’economia della cittadina capursese è essenzialmente basata sull’agricoltura, sul commercio, sull’artigianato e sulla piccola industria, ma a fare da traino è certamente il turismo religioso: nel paese i pellegrinaggi si svolgono in ogni periodo dell’anno, portando nel piccolo comune pugliese devoti e visitatori nazionali e internazionali.

Oltre al culto della Madonna del Pozzo, Santa Patrona di Capurso accanto a San Giuseppe, venerata anche all’estero, la città deve la sua importanza anche alla devozione per Sant’Antonio Abate, celebrato il 17 gennaio con l’accensione dei falò e la benedizione degli animali come da tradizione.
(Fonte: puglia.com)