40 anni fa il terremoto che sconvolse Campania e Basilicata: quasi 3.000 morti e interi paesi rasi al suolo ma la ricostruzione è ancora in corso

679 Comuni sono stati raggiunti dal devastante sisma: il 74% subisce gravi danni ma il processo di ricostruzione va avanti da 40 anni

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Il 23 novembre del 1980, alle 19:34, in Irpinia la terra trema per 90 secondi per effetto di un terremoto di magnitudo 6.9 sulla scala Richter, con un’intensita’ tra i 10 gradi (completamente distruttiva) e i 7 gradi (molto forte) della scala Mercalli. L’ipocentro e’ a soli 10 km di profondita’; l’epicentro e’ tra i comuni di Teora, Castelnuovo di Conza e Conza della Campania. L’area che si estende lungo 17mila chilometri quadrati dall’Irpinia al Vulture, a cavallo tra le province di Avellino, Salerno e Potenza, è stata scossa dal violento sisma.

La catastrofe è immensa. In totale sono 679 i Comuni raggiunti dal sisma, 8 le province coinvolte: Avellino, Benevento, Caserta, Matera, Napoli, Potenza, Salerno e Foggia. Il bilancio e’ drammatico: si parla di 2.914 morti, 8.848 feriti e circa 280mila sfollati. I Comuni vicino al cratere – Sant’Angelo dei Lombardi, Lioni, Conza della Campania, Castelnuovo di Conza, Santomenna, Laviano, Muro Lucano – sono stati quasi rasi al suolo, altri gravemente danneggiati. 506 comuni, il 74% del totale, subiscono gravi danni: 20mila alloggi distrutti o irrecuperabili nei 36 Comuni della fascia epicentrale. Mentre in 244 Comuni (non epicentrali) altri 50mila edifici hanno registrato danni da gravissimi a medio-gravi mentre altri 30mila alloggi danneggiati in maniera lieve.

Ma il processo di ricostruzione va avanti da 40 anni. “Una buona parte della ricostruzione privata e’ stata realizzata, ma ci sono ancora elementi di criticita’ in qualche paese. Compreso Buccino in cui la ricostruzione e’ finita ma circa 5 famiglie ancora non hanno ottenuto una casa”. Cosi’ alla Dire Nicola Parisi, sindaco di Buccino (Salerno) e componente dell’Anci nel comitato di esperti ‘Terremoto Irpinia’ costituito nel 2016 dalla Regione Campania. “Con il Comitato stiamo facendo un lavoro di raccolta e monitoraggio della spesa fatta dai Comuni e i residui ancora non spesi – ha spiegato Buccino -. Abbiamo fatto una cassa unica, nel senso che parte dei fondi per la ricostruzione, erogati tra il 2007 e il 2009, verranno messi assieme e a disposizione dei Comuni in grado di giustificare eventuali prelievi, utilizzabili per la ricostruzione della prima casa”.

Tra i fondi ancora non spesi ma disponibili, secondo quanto dichiara il sindaco di Buccino, ci sarebbero piu’ di 200 milioni. Cifra destinata ad aumentare dato che un’altra parte dei fondi devono ancora essere trasferiti dallo Stato alle Regioni. “Questi soldi – ha sottolineato -, devono essere poi assegnati dai Comuni in base alle richieste per le spese di ricostruzione della prima casa. Alcune amministrazioni questi soldi non li hanno mai spesi, li avevano in deposito e il compito del Comitato e’ quello di monitorare proprio situazioni come queste”. Su quando verranno assegnati questi fondi, Parisi aggiunge: “Mi auguro entro il prossimo anno, molto dipende dal Covid, a causa del quale la commissione si e’ riunita pochissimo nell’ultimo periodo”.