Ricorre oggi l’anniversario di uno dei più straordinari ritrovamenti archeologici della storia: la scoperta della tomba di Tutankhamon, che fu rinvenuta nel 1922 ancora intatta presso la Valle dei Re in Egitto. A 3000 anni dalla morte dell’imperatore bambino e a un secolo di distanza dalla scoperta della sua dimora funeraria, il valore inestimabile del tesoro di reperti è ancora fondamentale per la comprensione della civiltà egizia e della storia dell’umanità.
La scoperta della tomba

Proprio Lord George Herbert, conte di Carnarvon, era sul punto di desistere dopo cinque anni di tentativi falliti prodotti dall’attività di scavo nella Valle dei Re. Le spese ingenti stavano prosciugando le risorse economiche del nobile inglese e solo le insistenze dell’amico Carter a concedergli un’ultima proroga avevano convinto il finanziatore. Sebbene la tomba fosse stata ritrovata il 4 novembre, fu solo all’arrivo di Carnarvon che si procedette con l’esplorazione vera e propria, insieme a Carter e all’altra archeologa Evelyn White.
Il 4 novembre fu ritrovata una rampa scavata nella pietra con una tecnica comune agli altri accessi sepolcrali della Valle, ma l’entusiasmo lasciava comunque spazio al dubbio che la sepoltura che avevano identificato fosse intatta o fosse stata oggetto di saccheggio.
Quando la scalinata fu liberata, gli archeologi si trovarono davanti a una porta, Carter curioso di capire come fosse stata chiusa praticò un foro e quello che vide fu tanto emozionante che lui stesso riferì in seguito di come avesse dovuto far appello a tutto il suo autocontrollo per non abbattere immediatamente la parete.
Nel momento in cui i sigilli furono rimossi si poterono distinguere letti funerari dorati le cui teste animali brillavano alla luce della torcia, carri da caccia smontati e statue di ebano dal regale aspetto disposte l’una di fronte all’altra come due guardiani e armati di mazza e lancia. Si trattava solo dell’anticamera e solamente più tardi sarebbero finalmente entrati nella camera funeraria annessa.
La camera sepolcrale e la camera del tesoro
Solo all’interno di quest’ultimo sacrario si trovava il sarcofago, ricavato da un blocco unico di quarzite gialla e del peso di oltre 430 chilogrammi.
Tuttavia, neppure l’apertura di questo di questo terzo sarcofago permise alla spedizione di archeologi di guardare in volto la mummia poiché sul suo volto era posta la maschera funeraria del faraone: l’iconica maschera d’oro, lapislazzuli e paste vitree che riproduceva le fattezze del giovane regnante e che probabilmente è l’oggetto più famoso dell’iconografia egiziana.
Sollevata la maschera, del suo volto ancora intonso Carter disse che era raffinato e gentile.
Nel complesso la tomba di Tutankhamon restituì un tesoro di 5.398 oggetti distribuiti tra le varie stanze e miracolosamente scampati alle spoliazioni grazie al fatto che la tomba di Ramsete VI fu collocata proprio sopra la sepoltura di Tutankhamon (perché la Valle dei Re era una necropoli oramai sovraccarica), nascondendo quest’ultima dalle mire dei saccheggiatori.
Chi era Tutankhamon?
La maledizione di Tutankhamon
Sembra che al momento dell’apertura della tomba si alzarono in volo stormi di avvoltoi, un serpente divorò il canarino dell’egittologo e un blackout si impose sul Cairo. Presagi funesti che annunciavano la morte di molti tra i 26 partecipanti alle operazioni di scavo e che avvennero in breve tempo e in circostanze misteriose.
L’unico a morire in un’età più avanzata, narra la leggenda, fu proprio Carter che non si macchiò mai del crimine di profanazione dei gioielli del faraone.
È oggi universalmente riconosciuto che si trattò di un’abile mossa pubblicitaria ricalcata dalla stampa internazionale per incrementare l’alone di mistero e moltiplicare esponenzialmente uno dei racconti più eccitanti di cui la storia moderna sia mai stata partecipe.