Tresigallo, la città metafisica immersa nella pianura di Ferrara: un luogo sospeso tra sogno e realtà [FOTO]

Il silenzio che avvolge il paesaggio proietta in una dimensione sospesa tra geometria e sogno: ecco perché Tresigallo è la "città metafisica"

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A metà strada tra Ferrara e le Valli di Comacchio, immersa nel verde della pianura ferrarese, c’è una città utopica e ideale: Tresigallo. Palazzi di mille colori, torrette, portici di marmo, cilindri, coni, parallelepipedi, archi che si perdono all’orizzonte, Tresigallo è la capitale del razionalismo italiano e un unicum, tra le città di fondazione che vennero realizzate durante il ventennio fascista, per la sua modernità architettonica e urbanistica. È stata progettata con una tale cura da ricevere il riconoscimento di Città d’Arte e la definizione di “città metafisica”.

È nata negli anni ’30 del 1900 da un progetto sociale di Edmondo Rossoni, nativo di Tresigallo e allora Ministro dell’agricoltura e foreste, sul modello delle città nuove realizzate tra le due guerre. L’obiettivo di Rossoni era trasformare il borgo di 700 abitanti in una città industrializzata e intorno a 1930, progettò lo sviluppo futuro del paese insieme all’ingegner Carlo Frighi. Alla nuova costruzione di Tresigallo, non parteciparono architetti, progettisti o ingegneri celebri, ma giovani per lo più tra i 20 e i 30 anni, il più delle volte alle prime armi.

La città è stata costruita in stile razionalista, con palazzi a tinte pastello, simmetrie, linee pulite ed essenziali, geometrie perfette (vedi foto della gallery scorrevole in alto). Il primo passo è stato quello di costruire una strada che collegasse Tresigallo a Ferrara, in modo da aprire il paese ai trasporti e al commercio. Poi sono stati costruiti i primi stabilimenti industriali, le scuole, il teatro, il campo sportivo realizzato in marmo travertino, l’ospedale per la cura della tisi, la casa del Fascio (oggi una caserma dei carabinieri), la piazza della Rivoluzione a forma di teatro romano con al centro un’elegante fontana arricchita da quattro sculture bronzee, la scuola di ricamo per le ragazze, la casa di riposo, la sala da ballo, i bagni pubblici (oggi campeggia l’insegna ‘SOGNI’, in precedenza si leggeva ‘bagni’) e tutti i servizi necessari, come l’Acquedotto, l’Albergo Italia, l’Albergo Domus Tua, un Asilo Nido, un Asilo Infantile, la Scuola Elementare e l’edificio delle Assicurazioni Generali Venezia.

Il suo impianto urbanistico ancora sorprende per la modernità e la cura dei dettagli. Ogni abitazione ha uno spazio verde e decorazioni di abbellimento. L’arredo urbano prevedeva lampioni, panchine, fontane e centinaia di alberi selezionati. Alla ricostruzione di Tresigallo, è seguito anche un boom della popolazione: in 4 anni, è passata da 700 a 9.000 abitanti.

Oggi Tresigallo è un luogo da visitare per architetti e appassionati di design e storia o per semplici curiosi in cerca di luoghi insoliti ed edifici pieni di fascino. Il silenzio che avvolge il paesaggio, interrotto dal fluire dell’acqua della fontana, proietta in una dimensione sospesa tra geometria e sogno.