Vaccini anti Covid: ecco come funzioneranno

Ecco, in sintesi, le tecnologie principali usate per realizzare i tre vaccini anti-Covid arrivati alla fase 3 di sperimentazione sull'uomo e piu' vicini a ricevere l'autorizzazione

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Sequenze di materiale genetico del nuovo coronavirus e vettori virali. Ecco, in sintesi, le tecnologie principali usate per realizzare i tre vaccini anti-Covid arrivati alla fase 3 di sperimentazione sull’uomo e piu’ vicini a ricevere l’autorizzazione: si tratta di quello sviluppato dalla multinazionale AstraZeneca con lo Jenner Institute dell’Universita’ di Oxford, quello di Moderna e quello di Pzifer. Alla base del vaccino inglese, realizzato in collaborazione con la Irbm di Pomezia, c’e’ la tecnica del ‘vettore virale’, che consiste nell’usare un virus simile al Sars-CoV2 ma non aggressivo, a cui vengono incollate le informazioni genetiche che dovrebbero allertare la risposta immunitaria dell’organismo.

Quello sviluppato dalle aziende Pfizer e BioNTech si basa su una delle tecnologie piu’ innovative e avanzate, adottata anche da altre due grandi aziende in corsa: la tedesca Curevac e l’americana Moderna. Tutti e tre i vaccini dovranno ora superare la terza e ultima fase della sperimentazione clinica e tutti e tre sono vaccini a Rna, utilizzano dunque la sequenza del materiale genetico del nuovo coronavirus, ossia l‘acido ribonucleico (Rna), il messaggero molecolare che contiene le istruzioni per costruire le proteine del virus. Utilizzare l’Rna messaggero (mRna) e’ stata una scelta dettata dall’esigenza di riuscire a produrre vaccini in breve tempo, ottenendo una risposta immunitaria ottimale. L’obiettivo e’ somministrare direttamente l’mRna che controlla la produzione di una proteina contro la quale si vuole scatenare la reazione del sistema immunitario. Nel caso del virus responsabile della pandemia la proteina e’ la Spike, l’artiglio molecolare utilizzato per agganciare le cellule sane e invaderle.

Per trasportare le istruzioni per indurre le cellule a produrre la proteina Spike vengono utilizzate minuscole navette. Sulla base dei dati pubblicati finora e della fase di sperimentazione, sembrano essere quelli di Pfizer e Moderna i due candidati piu’ vicini all’approvazione di emergenza sia da parte dell’Fda che dell’omologa europea Ema, che sta conducendo una ‘rolling review’ dei dati sia di questi due, che di quello messo a punto da AstraZeneca, di cui si attendono a giorni i risultati di efficacia. Dietro a questi tre apripista ci sono almeno altri sei candidati arrivati all’ultima fase della sperimentazione, mentre, in totale, secondo il censimento dell’Istituto superiore di Sanita’, sono una cinquantina quelli che in questo momento nel mondo sono in fase di test sull’uomo.