Recitano le enciclopedie che il “mal d’Africa” è quella sensazione di nostalgia di chi ha visitato l’Africa e desidera tornarci. Quale migliore occasione allora se non provare un safari in Sudafrica, dove è possibile catturare le splendide immagini dei Big Five, le cinque specie animali più ricercate dai visitatori. È bene però informarsi su tutto ciò che occorre sapere per vivere al meglio questa avventura senza paragoni.
Il periodo migliore per partire
Per osservare la fauna selvatica del Sudafrica l’inverno, che va da giugno a settembre, è la stagione ideale. In questo periodo, infatti, gli alberi sono privi di foglie e questo facilita gli avvistamenti, inoltre, la scarsità di cibo e di acqua spinge gli animali ad uscire allo scoperto. L’estate africana invece, nei mesi tra dicembre e febbraio, vede la vegetazione del paese giungere al suo massimo rigoglio ma nasconde la fauna che risulta meno facile da scovare.
Il parco da scegliere per il safari perfetto
Tra i più interessanti parchi vi sono:

Il Parco Nazionale dell’iSimangaliso è Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1999 e il suo nome significa infatti “meraviglia”. Sorge sulla costa del KwaZulu Natal e abbina paesaggi tra i più vari (montagne, praterie, mangrovie, foreste, dune, spiagge, barriere coralline) a una fauna inattesa come la più grande colonia di ippopotami dei parchi sudafricani.
Il Kgalagadi Transfrontier Park è il paradiso per gli ammiratori dei grandi predatori e non sarà difficile vedervi in azione i ghepardi. Tuttavia, il consiglio è di cercare anche animali che non sono tra i più famosi ma che riservano spettacoli davvero inconsueti: come quello che può offrire un facocero che protegge i suoi piccoli, o quello di un branco di impala in allarme che ricorda a tutti gli astanti come il pericolo nella savana si celi anche nella sconfinata bellezza dei paesaggi circostanti.
Vademecum del safari in Sudafrica
Quindi è fondamentale seguire alcune semplici regole: non dare da mangiare agli animali; non uscire dai percorsi tracciati se si sceglie di guidare la propria auto; avventurarsi a piedi solo con la guida di un ranger; ricordarsi che si è degli ospiti della natura e che è bene non disturbare gli animali facendo troppo baccano e lasciar sempre loro la precedenza; infine, è fondamentale non cimentarsi in frenetiche gare per arrivare il più vicino possibile magari a una leonessa con i sui cuccioli, ma seguire le attenzioni e ritmi suggeriti dalle guide ufficiali.
I safari all’alba possono essere inaspettatamente freddi quindi meglio vestirsi a starti e alleggerirsi con il proseguire delle ore e l’aumentare delle temperature. Per quanto riguarda le vaccinazioni non ve ne sono di obbligatorie ma è consigliata la profilassi per la malaria da organizzare prima della partenza.
Fondamentale, infine, è non dimenticarsi di portare con sé qualche aiuto all’osservazione come i binocoli che risultano essenziali e una buona camera che consenta di preservare tutti gli scenari che un safari in Sudafrica regalerà certamente.