In Italia il 27 dicembre si parte con il vaccino, AIFA: “Sarà solo per chi ha più di 16 anni e non su richiesta, ma a chiamata”

Il 27 Dicembre, in tutte le regioni italiane, inizieranno le prime vaccinazioni al personale sanitario e agli anziani delle Rsa

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“L’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, ha appena dato l’ok al vaccino Pfizer Biontech dopo l’approvazione di Ema a livello europeo. Il 27 Dicembre, in tutte le regioni italiane, inizieranno le prime vaccinazioni al personale sanitario e agli anziani delle Rsa. È ancora dura, ma ora abbiamo un’arma in più. Forza”. Lo scrive il ministro della Salute Roberto Speranza in un post su Facebook.

“La piattaforma a mRna è facilmente modulabile e, nel caso il virus dovesse evolvere in maniera tale da superare le difese immunitarie, ha un vantaggio rispetto alle piattaforme tradizionali con virus vivo o ucciso o basate su proteine ricombinanti. E’ infatti una piattaforma che permette di essere modulata e costituirà la base per futuri vaccini, non solo in ambito infettivologico, ma anche anticancro“, ha spiegato Giorgio Palù, presidente dell’Aifa, durante la conferenza stampa sui vaccini contro il Covid-19, in merito alla possibilità di aggiornamento del vaccino in funzione delle mutazioni di Sars-Cov-2.

Il vaccino Pfizer-Biontech contro il Covid-19 “è approvato per tutta la popolazione al di sopra dei 16 anni ed è importante aggiungere che non ha controindicazioni assolute”, lo ha sottolineato il direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco Nicola Magrini, in conferenza stampa. Servono “alcune cautele riconducibili ad una normale, routinaria attività vaccinale”, “non sono richieste e non saranno richieste accortezze particolari per sottopopolazioni specifiche, anziani, immunodepressi o categorie specifiche, né per chi ha disturbi della coagulazione, non ci sono controindicazioni al vaccino, se non per un livido nel punto di iniezione”.

Per le fasi dei prossimi 2-3 mesi la somministrazione del vaccino sarà coordinata e somministrata dalla struttura commissariale e dalle Regioni per operatori sanitari e ospiti delle rsa su specifiche liste regionali. In seguito, con medici di famiglia, si vedrà come fare, ma nei prossimi mesi non ci sarà un meccanismo di prenotazione ma di chiamata”, precisa Magrini. “La seconda dose del vaccino va fatta a 3 settimane dopo la prima e la risposta immunitaria della prima dose è già visibile dal sesto o settimo giorno. Nella rara ipotesi che ci si infetti in questo breve lasso di tempo, lo si sarebbe verosimilmente in forma più lieve“, conclude Magrini.

“L’indicazione che sta arrivando e’ che i vaccini inducono immunita’ sterilizzante e questa e’ un’altra buonissima notizia” ovvero, oltre a proteggere dalla malattia Covid, evitano un’infezione asintomatica e rendono il soggetto non contagioso, ha sottolineato Giorgio Palu’. Queste sono “osservazioni preliminari andranno confermate da evidenze” e sara’ anche uno degli obiettivi della farmacovigilanza Aifa.

Nel 2021, studio sulla risposta immunitaria dei vaccinati

La risposta immunitaria degli italiani vaccinati contro Covid-19 “sarà studiata su campioni di popolazione nel corso del 2021”. L’intenzione è di avere capacità di analisi a 3, 6, 9 e 12 mesi. L’Obiettivo sarà “capire a che livello si situerà la risposta complessiva, se sarà pari alle attese o un po’ meno. Si valuterà sia l’efficacia della vaccinazione che le reazioni avverse“, ha spiegato Magrini. “Saranno attivati programmi di farmacovigilanza attiva in particolare con l’Unità di Verona con un nuovo sistema di richiamo e attivazione dei pazienti con Sms e App dedicata“. L’Aifa, ha continuato Magrini, “ha deciso di avere un comitato scientifico che avrà la funzione di coordinamento delle attività dedicate principalmente alla sorveglianza delle reazioni avverse. L’Italia ha un sistema di farmacovigilanza fra i migliori in Europa in termini di identificazione e reporting con ottimi risultati in termini di sicurezza complessiva. E verranno anche finanziati studi specifici su popolazioni selezionate e a maggior rischio: su pazienti in dialisi, su pazienti delle Rsa. Si intende programmare studi anche sulla popolazione di donne gravide. Il tutto con l’auspicio di un coordinamento anche dall’Istituto superiore di sanità (Iss)“. Importante, ha aggiunto il presidente dell’Aifa Giorgio Palù, “saràcome ci insegnano gli inglese alle prese con la nuova variante – anche valutare l’evoluzione di un virus sotto la pressione selettiva dell’immunità artificiale indotta dalla vaccinazione, capire come il virus muta e se questi mutanti sono neutralizzati da anticorpi e tenuti a bada dal sistema immunitario. Ci aiuterà a capire anche per il futuro se dovremo fare altre vaccinazioni o con che intervallo di tempo ripeterle. Abbiamo anche una piattaforma nuova a Rna, che è la prima volta che entra nell’uso umano ed è così innovativa che ci permetterà di adattarci in tempi rapidi alle modificazioni del caso e far fronte se avvenisse qualcosa e se il virus sfuggisse al controllo“.